Leonardo da Vinci avrebbe scoperto i principi dell'attrito con due secoli d'anticipo

Leonardo da Vinci avrebbe scoperto i principi dell'attrito con due secoli d'anticipo

Leonardo da Vinci è stato un “uomo universale”. Quest’espressione indica una persona che eccelle in molti campi, sia artistici che scientifici, e, in effetti, nessuno come lui rappresenta meglio questo modello.

Ancora oggi il genio di Leonardo affascina gli studiosi di tutto il mondo, tanto che alcuni scienziati stanno addirittura cercando di ricostruire il suo genoma. Quello che rende Leonardo così affascinante è l’inesauribile materiale che ci ha lasciato (parte degli straordinari taccuini sono stati resi pubblici dalla Royal Collection Trust). Proprio all’interno di uno di questi taccuini è stata fatta una scoperta sensazionale.

Ian Hutchings, professore dell’università di Cambridge, ha dimostrato in un nuovo studio quanto Leonardo fosse avanti secoli rispetto a tutti gli altri. Di Leonardo si sapeva, prima dello studio di Hutchings, che si era interessato alla fisica e, tra le altre cose, anche allo studio dell’attrito. Ma non avevamo ben chiaro quanto fosse andato in profondità con le sue scoperte.

In una paginetta di uno dei suoi taccuini, scritto nel 1493, Leonardo ha disegnato la testa di una donna anziana (forse Elena di Troia), accompagnandola con una citazione di Francesco Petrarca: “cosa bella morta passa e non dura”. Sotto la testa però ci sono alcune cassette e trattini disegnati con il gesso rosso.

Di questa pagina, il direttore del Victoria and Albert Museum di Londra aveva detto che si trattava di “appunti e diagrammi insignificanti”, mettendola quindi da parte per anni.

Fino a quando il professore di ingegneria, ritrovandosi quegli appunti sotto mano, ha scoperto quello che era sfuggito a tutti i suoi più attenti studiosi: “Leonardo aveva capito le leggi dell’attrito già nel 1493, sapeva che la forza d’attrito tra due superfici piane che scorrono l’una sull’altra è proporzionale alla forza peso che preme insieme le due superfici, e che l’attrito è indipendente dall’area di contatto tra di esse.”

Queste leggi che oggi conosciamo le attribuiamo allo scienziato francese Guillaume Amontons, vissuto alla fine del Seicento. Leonardo le aveva praticamente formulate due secoli prima. Amontons non aveva letto Leonardo, quindi la sua scoperta è stata indipendente.

Ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, la figura di Leonardo si staglia sulla storia dell’umanità come quella di un gigante: “un pioniere eccezionale” come lo ha definito il professor Hutchings.

Immagine via Flickr