La mappa animata che ti mostra come sarà la Terra tra 250 milioni di anni

La mappa animata che ti mostra come sarà la Terra tra 250 milioni di anni

C’è una mappa che ti fa vedere dove saranno le attuali terre emerse fra 250 milioni di anni. Ma andiamo con ordine e partiamo da La Creazione e i suoi misteri svelati: si intitola così il libro del 1858 in cui Antonio Snider-Pellegrini, geografo francese, considerando l’identità di fossili vegetali in Europa e in Nord America, anticipava la teoria della deriva dei continenti immaginando che questi fossero tutti connessi, nel periodo più antico dell’era paleozoica.

La causa della séparation, per Pellegrini, era da cercarsi nella Bibbia: il diluvio universale. Senza appellarsi al libro sacro, qualche decennio più tardi il grande scienziato-esploratore tedesco Alfred Wegener—che sarebbe morto nel 1930 durante una spedizione in Groenlandia—formulò davvero la teoria della deriva dei continenti. Imbeccato da un’ovvia (per noi) impressione, la concordanza delle coste atlantiche, acquisì dati paleontologici, osservò, si persuase della bontà delle osservazioni, presentò nel 1912 la sua idea in una conferenza intitolata La formazione dei continenti e degli oceani in base alla geofisica, e la ribadì in un libro del 1915.  

6 gennaio 1912: il geologo ed esploratore tedesco Alfred Wegener presenta la sua teoria della deriva dei continenti. Non era stato il primo a sostenere idee simili, già nel 1596 il cartografo Ortelius aveva sostenuto qualcosa di simile, attribuendo la separazione delle Americhe da Europa e Africa per causa di terremoti e inondazioni. Altri seguirono con teorie diverse nel '700 e nell'800. Pur essendo migliore delle precedenti, e ricca di prove a suo sostegno, anche la teoria di Wegener era debole: il meccanismo con cui questa deriva avveniva rimaneva poco convincente (rotazione terrestre e gravità) e venne aspramente criticata dalla comunità scientifica A metà '900 gli studi dei fondali marini e sul paleomagnetismo portarono ad accumulare prove a sufficienza per capire il vero motivo della deriva, rendendo giustizia a Wegener e portando al successivo modello della tettonica delle placche. #alfredwegener #derivadeicontinenti #wegener #continenti #storia #geologia

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Wegener era convinto che i continenti fossero come grandi zattere alla deriva, anticamente riuniti nella Pangea (nome attribuito da lui). Le prove geografiche, paleontologiche, geologiche e paleoclimatiche che addusse non furono ritenute persuasive, e la teoria fu accantonata. Ma Wegener era in largo anticipo sui tempi. La sua idea fu ripresa e aggiornata sulla base delle recenti mappature dei fondali oceanici negli anni ’70. La teoria della “tettonica delle placche” è un modello globale in cui non sono i continenti a muoversi, come credeva Wegener, ma i frammenti di litosfera (placche, o zolle) su cui i continenti stanno, frammenti che interagiscono ai margini.

I continenti, da oggi a 240 milioni di anni fa

Il video con la mappa animata qui sopra è stato realizzato dal geologo Christopher Scotese, studioso di storia della Terra. Anzitutto mostra l’evoluzione della tettonica delle placche da 240 milioni di anni fa a oggi. Precisamente, parte da oggi, e procede a ritroso fino all’epoca di transizione fra il Permiano—ultimo periodo del paleozoico—e il Triassico, primo periodo del mesozoico.

La Pangea era un enorme super-continente formatosi nella collisione di altri due continenti, Laurasia a nord e Gondwana a sud.

Ciò permise la migrazione animale da un polo all’altro, favorendo una comunque lentissima riconquista della biodiversità dopo l’evento catastrofico che per noi segna il confine tra paleozoico e mesozoico: l’estinzione di massa Permiano-Triassica, la più grave nella storia della vita sulla Terra. In seguito a cui scorrazzerà per i continenti, dominatore incontrastato del mondo per qualche milione di anni, un piccolo rettile-mammifero considerato un maialino preistorico: il listrosauro.

Lystrosaurus murrayi. Via

Lystrosaurus murrayi. Via

Da oggi a 250 milioni di anni nel futuro: la mappa della Pangea Ultima

Prima della fine del paleozoico, come hai visto, non era sempre esistita la Pangea. Tra 500 e 200 milioni di anni fa erano avvenute progressive collisioni e saldature di frammenti di crosta terrestre, frutto a loro volta della frammentazione di un altro super-continente, e così via in un pensiero che dà le vertigini.

La stessa sensazione la dà il pensare al futuro dei continenti. Dagli attuali movimenti delle placche, come vedi nella mappa animata nel video, Scotese ha estrapolato i movimenti futuri della crosta terrestre, traendone i risultati. Dovendo ipotizzare che direzioni e velocità attuali restino invariate, la stima è ovviamente approssimativa, come avverte un articolo della NASA sull’argomento.

Secondo il modello di Scotese, fra 250 milioni di anni ci sarà un nuovo super-continente, denominato Pangea Ultima. È nell’immagine qui sotto.

50 milioni di anni da oggi, secondo le previsioni, l’Atlantico si sarà espanso. L’Africa avrà proseguito il suo avvicinamento all’Europa fino alla collisione che provocherà la scomparsa del Mediterraneo. L’Australia colliderà col Sud Est Asiatico. La California si avvicinerà all’Alaska.

Dopo altri 100 milioni di anni, la subduzione in corrispondenza delle coste atlantiche americane avrà portato a una forte riduzione del bacino oceanico. Fino alla subduzione dell’attuale Dorsale medio atlantica e all’avvicinamento dei continenti africano e americano.

Tra 250 milioni di anni, infine, ecco la “Pangea Ultima“. Subduzione del fondale oceanico fra Nord e Sud America. Collisione di Americhe e Africa, a sua volta unita all’Eurasia. Dove c’era il Mediterraneo ci sarà una catena montuosa a livello dell’Himalaya. Dell’Atlantico resterà solo un mare interno.

Sul sito di Christopher Scotese puoi trovare le mappe dell’evoluzione della tettonica delle placche relative ai 500 milioni di anni che abbiamo preso in considerazione.

Immagini: Copertina