I microbi cresciuti a Chernobyl saranno spediti nello spazio

I microbi cresciuti a Chernobyl saranno spediti nello spazio

Lo spazio non è soltanto una terra di conquista umana, anche se le ultime notizie riguardo a missioni che ci porteranno su Marte o su Venere stanno diventando sempre più una realtà. Protagonisti di spedizioni spaziali nel secolo scorso sono stati anche molti animali. Da quelli più piccoli, come i moscerini della frutta spediti il 20 febbraio 1947 o i ragni del 1973, fino a quelli più grandi come gatti, cani e scimmie.

Alla lunga lista di “stravaganti astronauti”, da oggi si aggiungono anche i microbi di Chernobyl. Space X e la NASA stanno infatti per mandare un carico di rifornimenti alla ISS (Stazione Spaziale Internazionale), nel quale ci sono alcuni ceppi di funghi che provengono dalle zone del disastro nucleare.

Gli scienziati, dopo l’incidente del 26 aprile 1986, hanno affermato che nell’ambiente è stato rilasciato materiale radioattivo equivalente a 400 bombe atomiche. Ancora oggi si possono notare gli effetti drammatici dell’esposizione alle radiazioni sugli animali selvatici.

Nella zona radioattiva però sono stati rintracciati dei funghi che sembrano sopravvivere nonostante l’ambiente radioattivo. Il ricercatore Venkateswaran del Jet Propulsion Laboratory della NASA si sta occupando di questa spedizione. I campioni raccolti dal suo team di ricerca non solo stavano prosperando ma crescevano anche verso la radiazione.

Bisogna allora capire come sia possibile che i funghi riescano a proteggersi dalle radiazioni per continuare a vivere. La più valida ipotesi finora è che sia la melanina a “fare da schermo” dalle radiazioni pericolose e a convertire quest’ultime in una fonte di sostentamento.

Gli scienziati vogliono capire se è possibile ricavare nuove terapie farmacologiche dai funghi. Verranno per questo sottoposti allo stress della microgravità, mettendo otto diverse specie in colonie a bordo dell’ISS per due settimane, prima di essere riportate sulla terra e confrontate con ceppi identici cresciuti qui.

“Questi funghi”, ha concluso il ricercatore: “sembrano produrre molecole biologiche speciali che hanno il potenziale di combattere le malattie come la depressione e il cancro”. Chissà allora se proprio dal dramma di Chernobyl, l’emblema negativo della “mano dell’uomo“, non ci si possa un giorno riscattare trovando una terapia farmacologica rivoluzionariaredentiva.

Immagine via Flickr