Sono state le migrazioni femminili a facilitare lo scambio fra culture in Europa

Sono state le migrazioni femminili a facilitare lo scambio fra culture in Europa

Studiando la storia, specialmente i periodi di cui si hanno pochissime testimonianze storiografiche, si possono scoprire continuamente nuovi dettagli su come l’uomo si è stanziato nei vari luoghi e ha fondato le moderne civiltà. Recentemente, ad esempio, alcuni studiosi hanno scoperto che durante il neolitico sono state le migrazioni femminili a favorire la contaminazione culturale fra i vari stanziamenti umani in Europa.

Durante l’Età del Bronzo diverse popolazioni che vivevano nelle zone dell’odierna Boemia e della Germania centrale avevano dei modelli familiari totalmente diversi rispetto a quelli sviluppatisi nel corso della storia: erano le donne a spostarsi continuamente per formare nuovi nuclei familiari, mentre gli uomini rimanevano stanziati a crescere i figli.

Questa scoperta è stata effettuata da un team di ricercatori che ha pubblicato i risultati sulla rivista scientifica PNAS. I ricercatori hanno preso in esame i resti di corpi sepolti nella valle del Lech—un’ampia area dove scorre un affluente del Danubio, fra Germania e Austria—che risalgono al periodo che va dal 2500 al 1650 a.C.

Studiando i reperti dei corpi e seguendo le linee ereditarie femminili sono state notate delle differenze genetiche piuttosto significative per l’epoca in cui vivevano: un periodo, quello dell’Età del Bronzo, in cui difficilmente le popolazioni lontane entravano in contatto fra di loro.

L’analisi degli isotopi di stronzio nei molari dei corpi repertati ha consentito di stabilire che la maggior parte delle donne non era originaria del luogo. Ma il fatto che le donne fossero state sepolte con le stesse modalità di sepoltura familiari, come la popolazione nativa, sta a indicare che erano perfettamente integrate nel villaggio in cui si erano spostate.

È stato grazie a queste osservazioni, numericamente molto diffuse, comprendere come l’abitudine di spostarsi di villaggio in villaggio per comporre nuovi nuclei familiari fosse una tradizione molto diffusa in queste civiltà.

Lo studio è interessante soprattutto per le supposizioni dei ricercatori: probabilmente, secondo i responsabili della ricerca, sono state proprio queste migrazioni a facilitare gli scambi culturali che hanno portato allo sviluppo degli utensili caratteristico di questo periodo storico.

Una contaminazione importantissima: tecniche e costumi dei vari Paesi di provenienza, mischiandosi, hanno prodotto estreme migliorie nel modo in cui gli agricoltori, gli artigiani e gli allevatori portavano a frutto il loro lavoro. Contribuendo a creare le basi per la proliferazione delle comunità.

“La mobilità individuale fu una caratteristica importante delle vite degli abitanti dell’Europa centrale anche nel terzo e all’inizio del secondo millennio a.C.”, ha dichiarato Philipp Stockhammer, archeologo della Ludwig-Maximilians-Universität, tra gli autori dello studio. “E sembra che almeno parte di quella che si riteneva essere stata una migrazione di gruppo, fosse in realtà basata su una forma istituzionalizzata di migrazioni individuali femminili.”

Immagini: Copertina