Tra un milione e mezzo di anni il nostro sistema solare sarà più

Tra un milione e mezzo di anni il nostro sistema solare sarà più "affollato"

Ricordi Tatooine, il pianeta immaginario di Guerre Stellari che aveva due Soli? Tra un milione e mezzo di anni anche la nostra stella (il Sole) sarà in compagnia di un’altra, più piccola. Gli scienziati già da qualche anno prevedono l’arrivo di Gliese 710, una stella che ha una massa pari al 60% di quella del Sole, che entrerà dritta nel raggio lungo del sistema solare.

Gliese 710, in questo momento, si trova nella costellazione del Serpente a 62,3 Anni Luce dalla Terra. Da anni però gli astronomi la tengono sott’occhio, perché starebbe puntando il nostro sistema solare. I calcoli che erano stati raccolti all’inizio degli anni ’90 da Hipparcos (un satellite dell’ESA) indicavano un passaggio meno ravvicinato di quello che si ricava oggi dai dati forniti dal satellite Gaia. Gliese 710 si avvicinerà a una distanza minima di 1 Anno Luce dalla Terra.

Gaia è stato lanciato in orbita nel 2013 e ha calcolato la posizione, la magnitudo, l’angolo di parallasse e il moto di 300mila stelle, catalogando la popolazione della Via Lattea. Lo scopo principale era quello di prevedere le traiettorie delle stelle per anticipare eventuali scontri. In questo senso sono state tracciate le traiettorie delle stelle nei prossimi 5 milioni di anni.

Tra queste ovviamente c’è Gliese 710, ma il suo “arrivo” non sarà l’unico. Secondo i dati forniti da Gaia, il 97% dei corpi celesti analizzati nella nostra galassia passeranno all’interno di un raggio di 150 bilioni di chilometri dal Sole. 16 viaggeranno entro i 60 bilioni di chilometri che è la distanza a cui le stelle “cominciano ad avere un effetto sul nostro sistema solare”, anche se, prima di allarmarsi, bisogna vedere caso per caso l’entità dell’influenza in base alla loro massa e alla loro velocità.

Quello che invece preoccupa alcuni astronomi è che secondo nuove osservazioni provenienti dal satellite Gaia, pubblicate di recente, “la traiettoria dell’imminente visita di Gliese 710 ha tracciato quasi altri 100 incontri ravvicinati con altre stelle vaganti”.

Gliese 710 passerà per la nube di Oort, la fascia di detriti ghiacciati al limite estremo del nostro sistema solare, portandosi con sé comete e corpi celesti di ghiaccio dagli angoli remoti dello spazio, e spingendoli verso la Terra, aumentando la probabilità di impatti.

Ad attirarli sarà la sua lunga e potente influenza gravitazionale sui corpi che popolano questa remota regione e le orbite di molti di loro verranno perturbate in modo non prevedibile. Il pericolo insomma è quello di rischiare un impatto devastante con la Terra, anche se non tutta la comunità scientifica la pensa allo stesso modo. 

Quello che comunque si può sperare è che tra un milione e mezzo di anni, anno più anno meno, le generazioni future che abiteranno questo pianeta avranno trovato il modo di “parare” eventuali collisioni.

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