Perché alcuni suoni ci infastidiscono?

Perché alcuni suoni ci infastidiscono?

Cosa provi quando qualcuno russa, si taglia le unghie o mastica rumorosamente? Se almeno uno di questi esempi sonori ti infastidisce al sol pensiero, probabilmente rientri tra le persone che hanno una “ridotta tolleranza al suono provocato da altri soggetti”—ovvero che “soffrono” lievemente di misofonia.

Il termine è stato coniato nel 2003 dai neuroscienziati statunitensi Pawel e Margaret Jastreboff. Da quel momento, sempre più ricerche si sono concentrate su quali sarebbero potuti essere gli aspetti che spingono determinati individui a provare una sensazione di disagio quando esposti a dei rumori specifici e continui.

In un recente studio pubblicato sull’autorevole Current Biology, dei ricercatori dell’università di Newcastle hanno cercato di dare una risposta scientifica alla misofonia, prendendo in esame ciò che accade al nostro sistema centrale durante l’ascolto di suoni diversi. Per capirlo, gli scienziati hanno studiato le reazioni di 42 volontari—di cui 20 con problemi di ridotta tolleranza al suono.

Durante le osservazioni i ricercatori—guidati da Sukhbinder Kumar—hanno appurato tre questioni fondamentali. Innanzitutto, che i rumori naturali non innescavano, indistintamente, nessuna sensazione negativa nel gruppo di volontari. In secondo luogo, che solo i misofoni venivano infastiditi dai rumori provocati da altri. E, infine, che in questo ultimo caso la loro attività cerebrale si concentrava in una specifica parte del cervello.

“Chi soffre di misofonia presenta un’attività più intensa nella corteccia insulare anteriore, la zona che consta di un ruolo centrale nel determinare a quali cose dovremmo prestare attenzione”, ha spiegato Kumar. “Quando vengono ascoltati determinati suoni, in questa regione c’è più attività, ma non solo: ci sono anche alti livelli di connessione con altre aree, come quelle che regolano le emozioni e la memoria”. In sostanza, il cervello di un misofono presterebbe dell’attenzione eccessiva a suoni a cui le persone solitamente non fanno caso, reagendo negativamente. Ma esistono anche delle soluzioni.

Come ha spiegato lo psichiatra dell’AMC Arjan Schröder esistono, infatti, delle ottime terapie: “Sessioni di gruppo durante le quali ai pazienti vengono illustrate diverse tecniche per disconnettere i suoni dalle emozioni negative”. Ovviamente Schröder parla esclusivamente di casi limite. Quindi, se nel tuo caso si tratta solo di un fastidio passeggero, ti consigliamo di portarti sempre dietro delle cuffie, magari per ascoltare la canzone più rilassante mai composta.

Immagine via Flickr