La missione NASA che ci porterà vicinissimi al Sole

La missione NASA che ci porterà vicinissimi al Sole

Dopo le missioni sulla Luna, su Alfa Centauri, sulle nuvole di Venere e, ovviamente, su Marte pensavamo di aver raggiunto il massimo in quanto a esplorazioni spaziali. Ciò che avevamo letto sui libri e visto nei film di fantascienza oggi è diventato reale, e il passaggio dalla finzione è avvenuto senza accorgercene. Ma la NASA, se possibile, ha deciso di superare ancora di un passo i limiti della nostra immaginazione e della nostra ricerca nell’universo, dando vita a una missione che si prefigge di raggiungere il Sole.

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Durante la conferenza al William Eckhardt Research Center Auditorium dell’università di Chicago, la NASA ha annunciato, svelando i dettagli, la prima missione della storia che ha come obiettivo quello di studiare l’atmosfera della nostra stella.

La missione si chiama Solar Probe Plus e partirà nell’estate del 2018, a luglio, quando verrà inviata la sonda Parker (il nome è un omaggio allo scienziato che negli anni ’50 ha sviluppato la teoria sul vento solare). La sonda dovrebbe raggiungere il punto massimo di avvicinamento nel 2024, sorvolando il Sole per 24 volte. La “nostra” stella, insomma, non sarà mai stata così vicina, un po’ come abbiamo visto con il video sul pianeta Giove.

La sonda è stata presentata dal mission project scientist Nicola Fox come “la missione più veloce, più calda, ma anche più cool“. Un gioco di parole per spiegare gli estremi nei quali si muoverà la sonda Parker. Per primo quello della velocità, visto che arriverà a toccare quasi 300 chilometri al secondoL’intento della missione è, tra gli altri, quello di studiare meglio il vento solare, un argomento che ancora oggi manca di risposte soddisfacenti.

Che cos’è il vento solare?

Nella parte più esterna dell’atmosfera solare si trova la corona (qui le temperature raggiungono milioni di gradi) che si espande e investe con una corrente continua lo spazio interplanetario. Questa corrente è chiamata vento solare ed è composta perlopiù da protoni ed elettroni con tracce di nuclei di elio. Secondo i più recenti studi si è scoperto che il vento trasporta nello spazio una massa di un milione di tonnellate di particelle al secondo. Le temperature di questo vento solare provocano alterazioni nei campi magnetici di tutti i pianeti che incontra, e ovviamente anche quelli della Terra. “Delle particelle cariche creano una bolla nello spazio interstellare”, ha riassunto Marco Velli, scienziato italiano del Jet propulsion laboratory della Nasa: “La chiamiamo eliosfera; questo flusso penetra nell’atmosfera e genera i fenomeni come le aurore e le tempeste solari.”

L’ostacolo più grande da superare per la sonda Parker saranno le altissime temperature. Pur orbitando a circa 6,2 milioni di chilometri dalla sua superficie le radiazioni dell’atmosfera solare sono estremamente dure da sopportare per un veicolo spaziale. Toccano i 1400 gradi, un’impresa che nessun altro veicolo prima è riuscito a compiere. Per quest’occasione è stato però sviluppato uno scudo termico che proverà a resistervi. Oltre a questo scudo la sonda utilizzerà un sistema di circolazione attiva, composto da liquidi di raffreddamento, per proteggere gli strumenti.

La missione darà anche un contributo importante per quanto riguarda gli eventi spaziali e climatici che influenzano il pianeta: “La sonda solare andrà in una regione dello spazio che non è mai stata esplorata prima”, ha detto Eugene Parker: “È molto emozionante. Sono sicuro che ci saranno molte sorprese”. Ad esempio, capire come mai la corona del Sole (più esterna) è molto più calda della sua superficie. Un fenomeno che va contro le leggi della fisica.

Immagine via Flickr