Secondo questo studio il nodo della cravatta non farebbe bene alla salute

Secondo questo studio il nodo della cravatta non farebbe bene alla salute

I croati affermano di essere stati loro a inventare la cravatta. È da “croata” che deriva il nome del capo. Al tempo della Guerra dei Trent’anni. Oggi in Croazia si celebra addirittura la sua festa, l’8 ottobre. Una moda ripresa poi dai parigini, che ne fecero un vezzo estetico d’abbigliamento. Grazie anche alla passione di Luigi XIV che ne indossava fatte di pizzo. Qualcun altro, invece, ricorda come anche i Romani ne portassero una, anche se era più simile a una bandana.

La cravatta, come la conosciamo oggi, nasce in Inghilterra, intorno al 1850, grazie soprattutto al centro industriale di Macclesfield. Oggi è Como uno dei più importanti al mondo.

Diceva Oscar Wilde:

Un bel nodo alla cravatta è il primo passo serio della vita.

Ad oggi, si contano circa 85 nodi che si possono realizzare con la cravatta. I più comuni sono il “four in hand” (nodo semplice), e Windsor, che conta 8 passaggi, assai voluminoso.

La cravatta “nuoce gravemente alla salute”?

Che sia un nodo classico o uno più ricercato, questo studio tedesco pone l’attenzione sulla “pericolosità” di un nodo stretto. Il neurologo Robin Lüddecke, dell’ospedale universitario tedesco Schleswig-Holstein, ha condotto un esperimento su 30 volontari. Metà di loro ha indossato una cravatta con un nodo Windsor. Stringendola per bene.

Mentre eseguivano questa apparentemente innocua pratica, sono state eseguite delle risonanze magnetiche sulla loro testa. L’altra metà dei volontari, simile nei parametri di salute, costituzione fisica ed età, ha compiuto gli stessi movimenti con le braccia, ma con una “cravatta invisibile”. È stato osservato che nel caso del primo gruppo di partecipanti il flusso sanguigno diminuiva del 7,5% di media.

Nel secondo caso non è stato riscontrato niente del genere. Una simile diminuzione di sangue alla testa non è certo un dato allarmante. Lo stesso neurologo precisa che nel caso di persone sane questa diminuzione sia innocua. Ma non è escluso che “influisca sulle nostre capacità cognitive”. Inoltre, come ha riportato Alex Saragosa su Il Venerdì: “In soggetti con condizioni che limitano già l’ossigenazione del cervello, come fumo o arteriosclerosi, quell’ulteriore calo potrebbe portare a disturbi come mal di testa, confusione e nausea.”

Allentiamo un po’ il nodo

Il dottore Lüddecke ha ricordato come già si sapeva che indossare una cravatta aumentasse la pressione interna dell’occhio. Uno studio del 2003 del British Journal of Ophthalmology ha rivelato come una cravatta troppo stretta faccia salire la pressione sanguigna agli occhi. Rischiando anche di danneggiare il nervo ottico e portando in certi casi anche alla perdita della vista. Robert Ritch del New York Eye and Ear Infirmary ha detto:

Una cravatta stretta aumenta la pressione intercalare sia in soggetti normali che in quelli affetti da glaucoma.

Lo studio tedesco invita, insomma, a non sottovalutare la questione ma a muoversi verso ulteriori approfondimenti. La notizia è rimbalzata sulle più importanti testate internazionali, con toni più o meno allarmanti. Se dire addio a questo elegante capo non è facile (e anche presto), potremmo sicuramente, intanto, allentare un po’ il nodo. Nell’attesa di un nuovo studio che possa fare più luce.

Immagine di copertina di Ben Rosett