Adesso puoi dare un nome agli asteroidi nello spazio

Adesso puoi dare un nome agli asteroidi nello spazio

Se hai già dato qualche suggerimento alla NASA per dare un nome ai pianeti di TRAPPIST-1 a 40 anni luce dal nostro sistema solare, adesso puoi fare lo stesso con gli asteroidi a qualunque distanza dal nostro pianeta—magari suggerendo il tuo stesso nome.

Come riporta l’Atlantic, infatti, si possono mandare le proprie proposte per dare un nome a uno o più asteroidi al Minor Planet Center, organizzazione internazionale che si occupa di raccogliere dati proprio su questi piccoli corpi celesti e guidata dall’Unione Astronomica Internazionale. Ma come si è arrivati a questa punto?

Inizialmente, spiega sempre la rivista culturale statunitense, ai primi asteroidi sono stati associati nomi legati alla mitologia. Da quando sono stati scoperti i primi esemplari nell’Ottocento e dato che questa pratica è stata molto usata anche per stelle, costellazioni e quant’altro, questi nomi leggendari però presto sono finiti.

Così oltre a dare nomi come Cerere, Pallade e Vesta, gli astronomi hanno pensato bene di attingere al lessico riguardante flora, fauna e fenomeni naturali. Dato che hanno iniziato a scarseggiare anche questi termini, però, si è iniziato a dare agli asteroidi nomi propri di persona.

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Uno dei primi casi è avvenuto nel 2007, quando la studiosa e professoressa americana di astronomia Mary Lou Whitehorne ha ricevuto dai suoi colleghi uno speciale regalo: un piccolo asteroide tra Marte e Giove che portava il suo nome. I colleghi avevano aspettato ben due anni affinché il nome venisse approvato, in quanto l’iter burocratico per l’accettazione ufficiale è, in effetti, piuttosto lungo.

In ogni caso prima di presentare la propria proposta, bisogna seguire delle piccole linee guida: la denominazione scelta non deve superare i 16 caratteri, deve essere preferibilmente una parola sola, pronunciabile, non offensiva e diversa dai nomi già esistenti.

Una volta concretizzata la proposta, poi, un comitato composto da 15 persone dell’Unione Astronomica Internazionale dovranno valutarla. E infine, se accettata, la proposta sarà pubblicata nella newsletter mensile dell’organizzazione.

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