Una nuova ipotesi sull'origine dei déjà vu

Una nuova ipotesi sull'origine dei déjà vu

È sicuramente tra le sensazioni più affascinanti generate dal nostro cervello, tutti almeno una volta l’abbiamo provata. Secondo le statistiche accomunerebbe l’80% della popolazione: stiamo parlando del déjà vu.

Si tratta della sensazione errata di aver visto un’immagine o aver vissuto un’esperienza precedentemente. Il déjà vu è ancora protagonista di molte ricerche scientifiche. Qualche mese fa abbiamo riportato la notizia di uno studio condotto dal CNR, in cooperazione con l’Università di Catanzaro, che descrive il déjà vu come una specie di “inganno sensoriale“.

Alla lunga serie di teorie sul déjà vu si aggiunge oggi anche quella condotta dall’Università di St Andrews in Scozia. Secondo questa ricerca il déjà vu non sarebbe né un falso né un mancato ricordo, ma è la verifica che il nostro cervello compie sui ricordi acquisiti.

Per capirlo i ricercatori hanno condotto un esperimento su una ventina di volontari inducendo loro una sensazione di déjà vu a comando. Gli hanno letto una serie di parole che riguardavano il sonno (come cuscino, letto, dormire…) senza però mai citare sonno, la parola che le accomunava. Dopo qualche minuto le persone erano però convinte di aver udito anche la parola mancante.

Per indurre la sensazione di déjà vu hanno chiesto ai volontari se avessero sentito una parola che per caso cominciasse con la s. A risposta negativa dovevano quindi escludere la parola “sonno” anche se continuava a risuonare nella loro testa.

Tutto l’esperimento è stato eseguito sottoponendo i volontari alla fMRI. Ad attivarsi non era l’ippocampo (che aveva a che fare con la memoria) ma le aree frontali del cervello (la zona implicata nelle decisioni).

Secondo i ricercatori il cervello dei volontari stava ricontrollando i ricordi acquisiti trovando un errore, una non coincidenza tra l’esperienza vissuta e il ricordo di quell’esperienza, tra il non aver sentito la parola “sonno” e “la sensazione di averlo fatto”.

Ancora si tratta di un’ipotesi, ma se questa dovesse venire confermata vorrebbe dire che il déjà vu sarebbe soprattutto una prova del funzionamento sano del nostro cervello.

Immagine via Flickr