Perché le nebulose planetarie hanno delle forme insolite?

Perché le nebulose planetarie hanno delle forme insolite?

Tra tutti i corpi celesti, le nebulose planetarie sono tra le più affascinanti da osservare. Sono composte in larga parte da gas ionizzato che, emettendo luci colorate di vario genere, produce uno spettacolo unico dando vita a forme che ricordano molto delle clessidre o farfalle.

Nello specifico, le nebulose planetarie fanno parte della grande famiglia delle nebulose a emissione, e rispetto ad altri corpi stellari hanno vita breve: circa una decina di migliaia di anni. Per noi è davvero molto tempo, ma considerando che una normale stella ha una vita stimata di diversi miliardi di anni è davvero poco.

L’origine della particolarità delle forme e dei colori delle nebulose planetarie, di cui già la prima ipotesi era stata formulata 40 anni fa, è stata recentemente appurata da dei ricercatori della Valparaiso University nell’Indiana. Il team guidato da Todd Hillwig ha confermato che la manifestazione delle nebulose planetarie è dettata dall’incontro di due stelle che ruotando l’una intorno all’altra finiscono per possedere la stessa atmosfera.

881px-M57_The_Ring_Nebula

In sostanza, la forma a clessidra non è altro che la diretta conseguenza della creazione di un sistema binario, in cui l’asse maggiore della nebulosa stessa punta nella medesima direzione dell’asse su cui orbitano le stelle al suo interno.

Per scoprire questo complesso meccanismo i ricercatori hanno preso in esame otto nebulose i cui assi erano misurabili da un centro di osservazione. La ricerca è stata davvero lunga, dato che, come ha detto Hillwig, “esiste una possibilità su un milione che questo meccanismo di allineamento avvenga”, ma conferma una volta per tutte che le nebulose planetarie siano il meraviglioso prodotto di due stelle.

Immagini via Wikipedia