Perché non possiamo evitare di arrossire

Perché non possiamo evitare di arrossire

Alessandro Manzoni, Jean-Jacques Rousseau, Ludwig Van Beethoven, oltre a possedere delle doti fuori dal comune, questi artisti avevano tutti una cosa in comune: la timidezza.

La timidezza è un tratto della personalità che può manifestarsi in diversi modi, dai silenzi troppo lunghi ai movimenti un po’ goffi. Ma puoi visualizzare concretamente questa peculiarità astratta solo nel caso in cui il tuo interlocutore inizi ad arrossire. Si tratta di una conseguenza involontaria che, anche sforzandoci, non possiamo realmente controllare.

Arrossire, però, è un meccanismo involontario che può manifestarsi anche in altri casi. Per esempio, quando ti arrabbi o provi vergogna per qualcosa.

Il punto cruciale su cui ruota l’intera questione è che questa reazione capita il più delle volte quando vorremmo passare inosservati. Purtroppo, nonostante gli sforzi mentali per mantenere il proprio aplomb, sembra non essere fisiologicamente possibile.

Tutto accade in una manciata di secondi, in cui l’adrenalina fa allargare i capillari che trasportano il sangue alla pelle. Secondo gli scienziati si tratterebbe di un meccanismo di “attacco o fuga”: mentre vorresti letteralmente sparire durante una situazione di imbarazzo, finisci per rendere di dominio pubblico il tuo stato d’animo. Un paradosso, insomma.

Se il rossore, però, diventa un aspetto preponderante della propria vita, può diventare un problema. Infatti, potrebbe innescarsi nella mente di chi arrossisce spesso la paura stessa di arrossire. Nello specifico, questa fobia è definita dagli psicologi eritrofobia.

A quanto pare, però, se sei tra le persone che arrossiscono spesso, per gli specialisti sei anche tra gli individui più piacevoli per instaurare rapporti intimi e amicali. Secondo uno studio condotto dalla California University, infatti, chi diventa spesso paonazzo è una persona per definizione generosa. Un tratto della personalità che farebbe entrare in secondo piano qualsiasi occasione d’imbarazzo.

Immagini via Flickr