Perché viene il singhiozzo e come fermarlo

Perché viene il singhiozzo e come fermarlo

Il singhiozzo è un fenomeno respiratorio complesso che si manifesta con una contrazione involontaria del diaframma. Se da un lato c’è chi a intervalli inizia ad avere spasmi accompagnati da suoni striduli, dall’altro c’è chi cerca di arginare questo fenomeno spaventando all’improvviso il vicino.

Sicuramente, ti sarà capitato di trovarti almeno una volta su entrambi i fronti. Ma ti sei mai chiesto quali siano di preciso le cause di questo fenomeno e se questi metodi non proprio da manuale funzionino davvero?

Le cause accertate del singhiozzo sono essenzialmente due. Nel primo caso incidono i cali di pressione o di ossigeno nel sangue. Nel secondo, invece, potresti aver esagerato a tavola. Se dopo un abbondante cena di Natale o a un matrimonio, infatti, inizi a singhiozzare significa che nel frattempo le pareti dello stomaco e dell’intestino si sono dilatate troppo a causa del cibo ingerito.

Nonostante queste spiegazioni, però, per il mondo scientifico il fenomeno del singhiozzo non è ancora chiaro al 100%. Una tra le tesi più accreditate rimane quella secondo cui gli spasmi derivanti dal singhiozzo siano simili ai “ruttini” dei neonati.

Secondo Daniel Howes, professore della Queen’s University, infatti, questo disturbo sarebbe una reazione dell’organismo per espellere l’aria in eccesso che si può accumulare nell’organismo e che creerebbe delle difficoltà per il funzionamento del diaframma, il muscolo che determina l’ingrossamento della cassa toracica quando si respira.

Nei casi in cui il singhiozzo, invece, persiste per più di 48 ore l’origine va ricercata nel sistema nervoso centrale ed è consigliabile consultare uno specialista. Poi, esistono casi incredibilmente rari e inspiegabili, come quello di Charles Osborne che, come ti avevamo già raccontato, ha avuto il singhiozzo per ben 68 anni.

Tralasciando i casi limite, la buona notizia è che i diversi “metodi profani” per contrastare il comune singhiozzo sarebbero tutti utili e funzionali per la scomparsa del disturbo. Lo spavento improvviso di cui abbiamo parlato all’inizio, trattenere il fiato per una ventina di secondi, bere un bicchiere d’acqua, ingoiare un cucchiaio di zucchero o starnutire sono tutti metodi che aiutano a rilassare il diaframma in tensione, in quanto influenzano il ritmo della respirazione contribuendo alla sua stabilizzazione.

Immagine via Flickr