Perché le zebre hanno le strisce?

Perché le zebre hanno le strisce?

La natura spesso è incomprensibile: ci sono dei fenomeni o delle caratteristiche che fanno parte del mondo animale ad esempio, la cui utilità è difficile da decifrare. Ci sono delle differenze fra specie che spesso sembrano dovute semplicemente al caso, ma che in realtà hanno una motivazione evolutiva.

È il caso delle zebre: per molto tempo gli etologi si sono chiesti per quale motivo il loro manto sia strisciato di bianco e di nero, caratteristiche che le distingue in modo netto.

Fino ad ora molte delle risposte date dai ricercatori circa questa caratteristica delle zebre si concentravano sulla capacità di mimetizzarsi, ma un recente studio pubblicato sulla rivista Nature Communication ha dimostrato che questa caratteristica è dovuta ad un altro motivo: ovvero servirebbe a difendersi dalle punture degli insetti.

Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno analizzato il modo in cui gli insetti che vivono nelle zone abitate dalle zebre riconoscono gli animali da insidiare: il risultato è stato che tra i 50 e i 30 metri, a seconda della luminosità, i predatori faticano a riconoscere le strisce (gli esseri umani le distinguono molto meglio); distanza che si abbassa a meno di 10 metri, in una notte senza Luna.

Ma i risultati hanno evidenziato che anche gli altri predatori hanno difficoltà a distinguere le zebre quando le strisce sono troppo ravvicinate: quindi l’unico modo in cui questi animali rischiano è quando si trovano ad una distanza ridotta dai predatori, come ad esempio i leoni, e il loro odore le rende facilmente individuabili.

Una caratteristica evolutiva, quindi, che testimonia come siano raffinate e funzionali le varie differenze che esistono fra le specie naturali, e come niente di quello che esiste in natura sia casuale.

Immagini: Copertina