I piccioni sanno distinguere un quadro di Monet da uno di Picasso

I piccioni sanno distinguere un quadro di Monet da uno di Picasso

L’arte è per tutti“, diceva anni fa il pittore Keith Haring. “Anche per i piccioni“, si potrà aggiungere dopo aver letto questo articolo.

No, non è uno scherzo. L’arte, per noi esseri umani a volte è difficile da riconoscere, ma a quanto pare per i comuni volatili basta un po’ di insegnamento per renderli degli acuti osservatori.

I piccioni, a differenza di quanto si possa pensare, non sono animali stupidi. Già a metà del secolo scorso, lo psicologo americano Skinner aveva condotto esperimenti su di loro che ne avevano messo in luce inaspettate abilità.

Skinner voleva studiare il comportamento umano che secondo lui si basa su due concetti base: ricevere un premio ed evitare una punizione. Secondo Skinner, concentrandosi su queste due aspettative si possono rafforzare e condizionare le scelte.

Per dimostrarlo ha preso dei comuni piccioni. Per insegnare loro determinati esercizi usava palline di cibo. Ogni volta che il piccione faceva qualcosa di giusto, Skinner gli dava il suo premio. Il piccione in questo modo memorizzava quello che doveva fare per avere il cibo e imparava a ripeterlo.

Dalle esaltanti scoperte di Skinner, che l’hanno reso uno degli psicologi più influenti del XX secolo, facciamo un salto fino a oggi, con qualcosa di altrettanto interessante.

All’università di Keio in Giappone, il professor Watanabe si è spinto molto oltre e ha insegnato ai suoi piccioni a distinguere i quadri cubisti da quelli impressionisti.

L’esperimento è semplice. Il professore ha sistemato davanti a un piccione diapositive con i dipinti di queste due correnti. Davanti a ogni diapositiva c’era un pulsante. Durante una serie di 20 ripetizioni, il professore ha insegnato al piccione a spingere il pulsante davanti ai quadri impressionisti, per ricevere una pallina di cibo per premio. Una volta cominciato il test, il piccione ha realizzato un punteggio di 9 risposte giuste su 10. Anche invertendo l’esperimento, dando cioè un premio nel caso il piccione avesse indovinato il pittore cubista, i risultati sono stati identici.

Nella seconda fase dell’esperimento, i ricercatori si sono concentrati soltanto sugli artisti, facendo vedere ai piccioni quadri che non avevano visto nel precedente esperimento, di Monet e Picasso. I piccioni, come richiesto dal professore, hanno riconosciuto tutti i Monet. Anche sostituendo Picasso con Braques, i piccioni riconoscevano l’espressionista.

È difficile capire cosa renda, per un piccione, un Monet diverso da un Picasso. Forse i colori degli impressionisti o le linee e gli angoli acuti dei cubisti. La conclusione di Watanabe, però, è semplice: i piccioni hanno un’elevata abilità di riconoscimento visivo e basta allenarli e premiarli per incrementare anche le loro competenze artistiche.

Immagine tratta da Flickr