Questo professore ha ricevuto 640 mila euro per aver risolto un problema vecchio di 300 anni

Questo professore ha ricevuto 640 mila euro per aver risolto un problema vecchio di 300 anni

Qualche tempo fa, abbiamo scoperto che gran parte della nostra curiosità deriva dalle cose che sappiamo già. Ne è un esempio la vita di Andrew Wiles, un professore di Cambridge, che all’età di 10 anni scoprì un libro pieno di formule e problemi matematici ancora da dimostrare e ne rimase talmente affascinato da trascinarselo dietro per tutta la vita.

Nel 1993, dopo anni di studi e tentativi, davanti a una lavagna e centinaia di ricercatori, il professor Wiles riuscì finalmente a dimostrare uno di questi teoremi. Non uno qualsiasi, bensì uno tra i più antichi, rimasto irrisolto per più di 300 anni. Si tratta del “Teorema di Fermat,” il quale afferma che non esistono soluzioni intere positive a questa equazione: a^n + b^n = c^n se n > 2.

Durante quella conferenza all’Università di Cambridge, il professore ricevette un lungo applauso e i complimenti da tutta la comunità scientifica. Qualche mese dopo, però, ricontrollando la sua dimostrazione, un altro matematico trovò un errore. Nonostante lo sconforto, il professor Wiles non si scoraggiò e dopo poco tempo riuscì a rimediare alla svista.

Circa una settimana fa, la sua impresa storica è stata definitivamente riconosciuta a livello mondiale. Al professor Wiles è stato, infatti, assegnato il premio Abel durante l’annuale cerimonia all’Accademia Norvegese delle Scienze e Lettere.

Il premio Abel, spesso definito come il “Premio Nobel” della matematica, è stato istituito nel 2001 dal governo norvegese e prende il suo nome da Niels Henrik Abel, un famoso matematico norvegese conosciuto per aver sviluppato le funzioni ellittiche.

La cosa da sottolineare è che, questo premio, a parte rappresentare una grande onorificenza, consta anche di un compenso in denaro di 6 milioni di Corone norvegesi, ovvero circa 640 mila euro. Ovviamente tutti guadagnati secondo il Comitato Abel, poiché la scoperta del professore britannico ha aperto “una nuova era per le teorie dei numeri.”

Immagine via YouTube