Secondo questo psicologo la nostra personalità sarebbe simile a un puzzle

Secondo questo psicologo la nostra personalità sarebbe simile a un puzzle

Quante volte ci capita di ascoltare qualcuno mentre sostiene che un suo modo di fare, o un comportamento, è immodificabile perché “dovuto al carattere“. Siamo infatti abituati a considerare la nostra personalità come qualcosa di stabile, spesso predefinita: una caratteristica che insomma ci è capitata e con cui dobbiamo fare i conti.

Tendiamo a incasellarci in certi schemi: pensiamo ad esempio che le persone introverse abbiano anche più difficoltà a entrare in contatto con gli altri, ma non è sempre così.

In realtà quello che definiamo carattere—l’essere introversi, estroversi, impulsivi o riflessivi—è una parte di noi che potrebbe essere molto più malleabile e mutevole di quanto pensiamo o crediamo.

Lo scorso febbraio, durante un intervento tenuto al TED, lo psicologo Brian Little—specializzato appunto nello studio delle personalità—ha cercato di dare un inquadramento più realistico di quello che è il nostro carattere. E lo ha fatto sostenendo che fondamentalmente la nostra identità è come un puzzle.

Per argomentare il suo discorso si è servito della Psicologia dei Tratti. Si articola su cinque dimensioni, che descrivono le sostanziali differenze fra le varie personalità degli individui: Apertura Mentale (la capacità di accettare o meno i mutamenti al di fuori di sé), Coscienziosità (l’essere più o meno prudenti), Estroversione (la capacità o meno di comunicare i propri sentimenti), Amicalità (l’essere più o meno piacevoli nei confronti degli altri), Nevroticismo (l’essere più o meno stabili).

Questa teoria serve a inquadrare alcuni aspetti fondamentali della nostra personalità, ma che combinandosi insieme formano costrutti diversi fra loro. Non è ad esempio sempre vero che un estroverso sia anche una persona con una forte apertura mentale, come non è sempre vero che essere molto amicali coincida con l’estroversione.

Ma anche considerando che siamo tutti “unici a nostro modo”, come ha sottolineato Little, la Psicologia dei Tratti non è sufficiente a dirci chi siamo. “È scomodo”, ha sostenuto: “mettere le persone in gabbia.” Ognuno di noi ha caratteristiche uniche che lo contraddistinguono, e che lo fanno entrare in contatto in modo diverso con diversi tipi di persone. Queste caratteristiche concorrono tutte a formare la nostra personalità, come in un puzzle, ma anche loro sono passibili di cambiamento. Il nostro carattere, insomma, è il frutto di un continuo confronto con noi stessi.

Immagini: Copertina