Qual è il posto più freddo dell'Universo?

Qual è il posto più freddo dell'Universo?

Per quanto freddi, ci sono alcuni luoghi sul nostro pianeta dove gli uomini, con non poche difficoltà, riescono ad adattarsi. Giusto per fare un esempio, a Vostok nel 1983 è stato stracciato il record di temperatura più bassa mai registrata sulla terra: -89,2 °C. Non esiste ovviamente solo Vostok, tra le altre c’è anche Ojmjakon, nella Russia nord occidentale, dove in inverno le temperature possono scendere fino a -70.

Il freddo può ghiacciare case e addirittura le onde dell’oceano, ma qualcuno non si fa spaventare e lo prende di petto e affronta imprese ai limiti dell’umano e della follia per sfidarlo.

Tutti questi record e queste conseguenze del gran freddo terrestre però non sono niente in confronto a quello che si trova a 5mila anni luce da qui. Dove risiede il posto più freddo dell’Universo.

È la nebulosa Boomerang e si trova nella costellazione del Centauro. La sua temperatura è di 1 kelvin (-272 °C), appena un grado sopra lo zero assoluto. In laboratorio si realizzano artificialmente temperature anche più basse, ma questo è il luogo naturale più freddo conosciuto.

Raggiungere lo 0 K è impossibile perché è un limite teorico irraggiungibile e perché l’intero spazio, anche nei luoghi più isolati, è bombardato ininterrottamente dai fotoni della radiazione cosmica di fondo. E proprio qui risiede la straordinarietà di questa nebulosa: oltre a essere più fredda dell’area circostante è anche più fredda della radiazione di fondo dell’Universo generata dal Big Bang (che possiede una temperatura di -270 C°). Insomma si potrebbe dire, in maniera decisamente suggestiva, che questa nebulosa è più fredda dell’universo stesso.

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Scoperta nel 1979 è stata identificata l’anno successivo come “nebulosa bipolare protoplanetaria” dai ricercatori Taylor e Scarrott di un centro di ricerca in Australia. Il suo soprannome deriva proprio da questa sua particolare forma asimmetrica. La prima volta che questa nebulosa è stata fotografata è stato nel 1998, dal Telescopio spaziale Hubble. Oggi grazie alle osservazioni con il radiotelescopio ALMA dell’ESO in Cile, un gruppo di astronomi ha ottenuto una nuova visione di questo affascinante oggetto cosmico, notando una forma ancora più complessa, non più simile a quella di un boomerang.

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Si tratta di una nebulosa planetaria, l’ultima fase di vita di una stella gigante. Anche se questa si trova ancora nello stadio pre-planetario, una fase in cui la stella centrale non è ancora diventata abbastanza calda da poter emettere sufficiente radiazione ultravioletta. Le sue osservazioni sono utilissime agli scienziati per capire come le stelle muoiono.

La nebulosa si è formata da un getto di materia proiettato dalla stella centrale ed è in movimento alla velocità di 164 km/s. Si espande verso l’esterno e proprio questa sua velocità sarebbe una delle cause delle sue bassissime temperature.

Il fatto però che sia così fredda (più fredda dell’universo stesso) è un mistero che ha attanagliato per molto tempo i ricercatori. Oggi, il Jet Propulsion Laboratory sembra aver trovato la strada per una possibile soluzione. Sarebbero due stelle compagne, una delle quali è stata risucchiata nel cuore della gigante rossa e che ha espulso buona parte della materia di questa grande stella in un getto freddo di polvere e gas.

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“L’unico modo per espellere così tanta materia a una velocità così alta”, ha detto Raghvendra Sahai che ha coordinato le ricerche: “È dato dall’energia gravitazionale di due stelle compagne, cosa che spiegherebbe anche le temperature straordinariamente basse”.

Gli scienziati pensano che negli ultimi 1500 anni la stella abbia emesso una quantità di massa all’anno pari a un millesimo del Sole, cento volte più alta della media osservata in altre circostanze.

Immagine via Wikipedia