Che fine farà l'universo?

Che fine farà l'universo?

Se c’è un argomento su cui l’opinione pubblica non ha abbastanza informazioni per potersi esprimere o aprire un dibattito, questo è certamente il destino dell’universo: anche se pensiamo che non ci riguardi, e che siano dinamiche troppo distanti da noi per poterci interessare, l’universo sta cambiando e il suo destino potrebbe essere incerto.

Quello che molti non sanno, ad esempio, è che la Terra è destinata, nel momento in cui il Sole si trasformerà da stella media in una gigante rossa, secondo un ciclo che ogni stella attraversa, ad essere inghiottita da esso.

La Terra e il Sole, però, sono soltanto una parte di un sistema stellare: l’universo conta innumerevoli galassie costellate da miliardi di stelle e i meccanismi attraverso cui l’universo sta mutando sono molto più grandi di noi. Non siamo in grado di predire in modo certo se l’Universo avrà mai una fine, ma esistono alcune teorie scientifiche in grado di ipotizzare quello che avverrà.

La prima teoria sul destino dell’universo prende il nome di Big Freeze, e secondo i fisici che l’hanno elaborata l’universo avrà fine a causa della termodinamica: ogni evento o fenomeno esistente, infatti, necessita di differenze nella temperatura dei corpi che ne prendono parte, e solo grazie ad essi sono possibili il movimento e le reazioni chimiche. Quando l’universo raggiungerà un punto in cui non si avranno più differenze termiche, allora tutti i normali avvenimenti al suo interno avranno fine.

La seconda teoria, nota come Big Crunch, è stata elaborata a partire dalle intuizioni di Albert Einstein e accreditata grazie alle ricerche di Edwin Hubble nel 1929. Secondo questa teoria l’universo rispetta le regole fisiche dei corpi che contiene e siccome le radiazioni presenti nello spazio indicano che l’universo sia in espansione, e che un tempo fosse molto più piccolo, prima o poi, viste le leggi fisiche dello spazio-tempo, smetterà di espandersi e comincerà a collassare su se stesso.

La terza teoria probabilmente è la più complicata e difficile da comprendere: nel 1998 due gruppi di ricercatori scoprirono che il 70 percento dell’universo è composto da quella che viene definita “energia oscura“. Ancora non sappiamo molto di questa energia, ma la sua particolarità è quella di non cambiare densità al cambio di velocità del movimento universale. Questo, quindi, significa che la teoria del Big Crunch non sussiste.

Ma la verità è che in una situazione del genere il movimento dei corpi all’interno dello spazio potrebbe mutare da un momento all’altro, in una dinamica che non rispetta le normali leggi fisiche che conosciamo, e che in qualsiasi momento questa potrebbe far accelerare l’espansione dello spazio fino a raggiungere la velocità della luce. Provocando il “grande cambiamento” che dà il nome, “Big Change”, alla suddetta teoria.

La quarta teoria, anch’essa riguardante l’energia oscura, prende il nome di Big Rip. Secondo questa teoria l’accelerazione che dà l’energia oscura provocherà una distruzione totale di quello che esiste: l’espansione accelerata dell’universo farà sì che tutta la materia si dissolverà e che all’interno di esso rimarranno soltanto dei fotoni privi di forza gravitazionale.

Immagini: Copertina