Quella volta che sulla Terra è piovuto per due milioni di anni

Quella volta che sulla Terra è piovuto per due milioni di anni

C’è stato un tempo in cui sulla Terra non smetteva più di piovere. 230 milioni di anni fa circa. Il nostro pianeta era entrato da qualche secolo nel periodo del Triassico, quello dei primi dinosauri.

Le temperature erano caldissime, la terra era arida e secca. Prima di entrare in questa era, c’era stata l’immensa estinzione di massa del Permiano. La più grave mai verificata, in cui si estinsero il 57% di tutte le famiglie e l’83% di tutti i generi.

Le terre erano unite, gli oceani assomigliano a gigantesche vasche idromassaggio dall’acqua caldissima. L’aria era satura di diossido di carbonio. Poi, nell’epoca chiamata Carnico avviene qualcosa di molto strano e ancora oggi assai dibattuto dagli scienziati. Il clima passa all’improvviso dall’arido all’estremamente umido. E inizia a piovere per la bellezza di due milioni di anni.

Lo racconta, in questo suggestivo video, la redazione di PBS Eons. Tutti i testi usati dalla redazione scientifica si possono consultare nella descrizione del video.

Un passo indietro di 250 milioni di anni

All’inizio del Triassico, dopo l’estinzione del Permiano, la terra era caldissima. Le rocce di quel periodo, ancora visibili sotto i nostri piedi, sono strisciate di arenaria rossa. E i ricercatori hanno trovato terra depositata sia sulle zone asciutte che nei boschi. Il motivo per cui era così caldo si può rintracciare nella forma che avevano a quel tempo le terre emerse: quella del supercontinente della Pangea. Le nuvole cariche di pioggia, visto che i continenti erano attaccati, non si potevano muovere liberamente, molto oltre le coste.

Quello che sappiamo del clima del nostro passato viene dalle piante fossili e dalle rocce. All’inizio degli anni ’90, due geologi britannici scoprirono dei tipi di rocce anomali. Che non coincidevano con il clima secco del Triassico. Invece di trovare i “soliti” depositi di terra rossa, hanno trovato spessi strati di rocce di fiume, sedimenti di laghi giganteschi.

Segnali di una massiccia pioggia, caduta per tantissimo tempo. Ma fatto ancora più strano, le tracce di questo repentino cambiamento di clima si trovavano sparse per tutto il mondo. Dall’Inghilterra all’America, passando per quelle regioni che erano separate. Questo voleva dire che le piogge avevano coinvolto tutto il nostro pianeta.

All’inizio molti geologi erano scettici. Si poteva supporre che queste rocce fossero dovute a locali alluvioni. Ma negli anni vennero alla luce altre rocce di questo tipo. Depositi di carbone in Austria, tracce di antichi laghi in Italia, terreni umidi nello stato americano di Utah e fiumi giganteschi in Cina. Tutti fenomeni che rientravano nella stessa “finestra temporale”. Si cominciò a parlare allora di Evento Pluviale Carnico.

L’Evento Pluviale Carnico

Questo “evento” consiste in un episodio tropicale umido nell’epoca carnica dell’era del Triassico. Un momento di fortissime alluvioni, con stime di 140 centimetri annuali di pioggia. In tutto il mondo. Per due milioni di anni.

L’Evento Pluviale Carnico portò ad alcuni cambiamenti importantissimi. Uno dei quali fu l’improvvisa proliferazione di dinosauri. Il motivo di questo incremento è da rintracciare non nella pioggia in sé, ma in quello che ha generato. Ad esempio la nascita di enormi piante. Un elemento eccezionale per la sopravvivenza di dinosauri erbivori.

Quale sarebbe stata l’origine di questa pioggia?

La tesi è ancora dibattuta nel mondo scientifico. Alcuni ricercatori pensano che all’origine di questa forte e incessante pioggia ci siano le potentissime eruzioni nella zona dell’Alaska e della Columbia britannica.

Eruzioni durate per più di 5 milioni di anni, che hanno generato uno strato di lava di 6 chilometri di spessore e hanno rilasciato abbastanza CO2 da innalzare le temperature di circa 3-10 gradi in tutto il mondo.

A quel punto le temperature calde hanno dato vita a un clima più umido, accelerando il ciclo dell’acqua, portando ad esempio, a una maggiore evaporazione delle acque superficiali nell’atmosfera. È l’incremento improvviso dell’umidità atmosferica a dare vita all’Evento Pluviale Carnico.

Come si sarebbe arrestata questa incessante pioggia?

Quando i livelli di carbonio sono diventati altissimi, le piante l’hanno conservato nei loro tessuti e le rocce l’hanno assorbito. Quando le eruzioni hanno rallentato il loro ritmo, il ciclo del carbonio ha finito per stabilizzarsi. L’anidride carbonica in eccesso è stata riassorbita dall’atmosfera, e l’Evento Pluviale Carnico è arrivato alla fine.

A quel punto il mondo è ritornato al clima caldo e secco del Triassico terminato soltanto quando la Pangea ha finito per dividersi. Ma anche se la sua esistenza sulla grande scala dell’universo è stata breve, il suo impatto sulla terra è stato decisivo. Tutta quella pioggia ha aiutato le conifere a diffondersi e diversificarsi, portando alla formazione ad esempio degli alberi del pino, così come li conosciamo oggi.

Immagine di copertina di Brandon Morgan