Questi ricercatori hanno scoperto la più piccola delle stelle

Questi ricercatori hanno scoperto la più piccola delle stelle

Sebbene per definizione una stella sia un corpo celeste che brilla di luce propria, non è detto che questa sia sempre visibile. Partiamo da un esempio concreto: ti è mai capitato di alzare lo sguardo la sera e di non vedere neanche una stella? Ecco—esclusi i casi in cui le condizioni meteo non sono ottimali—in molti punti del nostro pianeta è comunque impossibile vedere un cielo stellato a causa dell’inquinamento luminoso.

Ma al di là delle osservazioni a occhio nudo, anche quelle tramite apparecchiature idonee presentano dei limiti a causa di fattori contingenti. Nonostante la tecnologia faccia progressivamente il suo corso, infatti, non siamo ancora in grado di vedere le stelle più piccole e distanti centinaia di anni luce da noi.

Come ha riportato la rivista Astronomy & Astrophysics, però, qualche giorno fa è stata fatta una scoperta incredibile. In che cosa consiste? Nella stella più piccola finora conosciuta. A renderlo inizialmente noto è stato un gruppo di ricercatori coordinato dall’università di Cambridge, che durante le consuete osservazioni si è trovato davanti al corpo celeste mai identificato prima.

Nello specifico la “nuova” stella—battezzata col nome EBLM J0555-57Ab—ha all’incirca il volume di Saturno, si trova nella costellazione del Camaleonte e dista circa 600 anni luce dalla Terra. Ma, date le premesse fatte, com’è possibile che gli studiosi l’abbiano individuata?

Grazie a un caso fortuito: il piccolo corpo celeste ruota intorno a una compagna molto più grande, ed è stato notato proprio quando le passava davanti, oscurandone una piccola porzione. In sostanza, è come se i ricercatori avessero visto un piccolo neo su una mano stretta in un pugno.

stella stelle 2

In ogni caso, secondo il leader del team Alexander von Boetticher, si tratta di una scoperta strabiliante: non solo perché si tratta di una stella un po’ più grande di una nana bruna, ma soprattutto perché consiste in un indizio fondamentale per la caccia di nuovi pianeti simili al nostro.

Le stelle molto piccole come quella appena scoperta, infatti, sono le candidate perfette per individuare nuovi mondi con acqua liquida in superficie: l’esempio più recente è quello di Trappist-1, una stella nana circondata da sette pianeti simili alla Terra.

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