Secondo questi ricercatori i ricordi possono essere dimenticati consapevolmente

Secondo questi ricercatori i ricordi possono essere dimenticati consapevolmente

Ti ricordi il romanzo di Proust, La strada di Swann, e la scena della madeleine? Nelle prime pagine del libro il protagonista mangiando per caso un dolce ricorda nitidamente la sua infanzia e inizia a narrarla.

Non è soltanto un espediente letterario, tutti i giorni capita anche a noi di avere dei ricordi improvvisi. Ti basti pensare all’ascolto di un brano musicale. Quando ascoltiamo una canzone che avevamo dimenticato ci emozioniamo e a volte il ricordo può essere doloroso.

Secondo quanto riporta un recente studio condotto dall’università di Princeton, questi ricordi che riemergono potrebbero essere stati dimenticati volontariamente dal nostro cervello. Questo infatti succede nel momento in cui cambiano il contesto del nostro ricordo.

Il contesto è uno dei modi principali in cui il nostro cervello organizza e memorizza i ricordi. Secondo alcuni esperimenti anche la memorizzazione di sillabe senza senso è possibile se mentre le impariamo a memoria le colleghiamo a un preciso contesto. Allo stesso modo però, legando altri ricordi allo stesso contesto, si possono sostituire quelli vecchi e dimenticarli.

I ricercatori di Princeton per scoprirlo hanno utilizzato la risonanza magnetica funzionale su alcuni volontari. È stato chiesto loro di imparare due liste di parole mentre vedevano alcuni immagini di foreste, montagne e spiagge. Mentre eseguivano l’esercizio i ricercatori hanno capito, di volta in volta, come il contesto entrasse o uscisse dai loro pensieri nelle varie associazioni. Quando poi è stato chiesto a un gruppo di volontari di dimenticare la prima lista di parole, è scomparso anche il contesto di immagini che aveva aiutato a immagazzinarle.

Per semplificare l’esperimento, uno dei ricercatori ha detto: “È come voler dimenticare le torte, dimenticando nostra nonna che le cucinava“. Lo studio sarà utile soprattutto per capire non come dimentichiamo, ma come il nostro cervello ricorda, trattando ancora meglio i pazienti che hanno flashback di esperienze negative passate.

Immagine via Flickr