Perché ci viene sonno quando siamo assaliti dalla noia

Perché ci viene sonno quando siamo assaliti dalla noia

Ascoltare una persona che dice cose poco interessanti, guardare un film insignificante, assistere a un evento musicale che sembra non aver fine, dover concludere un libro che non avremmo neanche voluto aprire, attendere a un lavoro sedentario e monotono. Ogni volta che qualcosa del genere accade, siamo assillati da un invadente coinquilino delle nostre vite: la noia.

“Tutti i problemi dell’uomo derivano dal non saper stare fermi in una stanza”, sosteneva Blaise Pascal. E quando vi siamo costretti, obbligati a fare qualcosa che non ci piace, uno di quei problemi è il sonno che ci assale, mettendoci talvolta in imbarazzo davanti agli altri.

Quando facciamo qualcosa che ci piace moltissimo, invece, potremmo passare la notte in bianco senza accorgercene. A quanto pare, la pigrizia e la forza di volontà non c’entrano. Secondo alcuni ricercatori del dipartimento di Medicina del Sonno dell’università di Tsukuba, in Giappone, c’entrano invece le nostre motivazioni e alcuni meccanismi del cervello.

Senza motivazioni ci si addormenta

Sebbene la scienza sia ancora lontana dalla comprensione definitiva dei meccanismi cerebrali che governano il sonno attraverso fattori cognitivi ed emotivi, il gruppo di ricerca giapponese, in un paper pubblicato online sulla rivista Nature Communications, rivela un’interessante scoperta: studiando da remoto il comportamento dei neuroni del nucleus accumbens—una parte del nostro cervello adiacente al setto che ha un ruolo molto importante nell’elaborazione dei processi cognitivi della motivazione, della ricompensa, e delle sensazioni di piacere—è emersa la capacità di quegli stessi neuroni di indurre un sonno molto simile a quello “a onde lente”, ovvero il sonno profondo.

Nel nucleus accumbens—rivela il Prof. Yo Oishi, coordinatore della ricerca—c’è forte densità di recettori dell’adenosina, un neurotrasmettitore dalla funzione inibitoria in grado di indurre il sonno profondo.

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Tutto ciò potrebbe spiegare perché quando siamo annoiati, o comunque in assenza di adeguati stimoli motivazionali, tendiamo irresistibilmente ad addormentarci. E ci suggerisce anche qualcos’altro: anzitutto—è la cattiva notizia—che dormire un adeguato numero di ore di sonno non ci impedirà di provare sonnolenza se ci annoiamo. Ma anche—è la buona notizia—che sarà possibile, a partire da questi dati, elaborare terapie efficaci contro l’insonnia, uno dei principali disturbi del sonno.

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Inoltre, un dato sicuro: la sonnolenza indotta dall’adenosina può essere combattuta con la caffeina, che blocca il genere di recettori presenti nel nucleus accumbens. Bere molto caffè potrà servire ad annoiarci un po’ meno?

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