Lo scienziato che grazie alla sua teoria è stato definito il “nuovo Darwin”

Lo scienziato che grazie alla sua teoria è stato definito il “nuovo Darwin”

Sicuramente, avrai studiato a scuola le teorie evoluzionistiche di Charles Darwin, basate su uno dei volumi cardine della storia scientifica: L’origine della specie. Per quanto alcuni aspetti di questo libro scientifico siano validi, però, non si è ancora del tutto certi di come la vita sul nostro pianeta abbia avuto origine.

Tra le varie teorie, ne esistono due molto accreditate. La prima, sostenuta dal Jet Propulsion Laboratory del California Institute of Technology e dalla NASA, illustra che i primi legami organici abbiano avuto origine nelle profondità marine circa 3,5 miliardi di anni fa. La seconda, la teoria Panspermia, è sorretta dalla tesi secondo cui lo scontro tra le comete e il nostro pianeta abbia portato alla formazione dei primi organismi.

Ma nella ridda delle congetture valide, si è insinuata recentemente la teoria di Jeremy England, definito dagli stessi addetti del mondo scientifico “il nuovo Darwin”.  Ha studiato ad Harvard, Oxford e Stanford e ha infine ottenuto una cattedra al MIT di Boston. Suo padre ha raccontato che già all’età di 7 anni fosse preoccupato di “non saperne abbastanza” del mondo che lo circondava.

Da allora, le cose sono decisamente cambiante. Oggi, all’età di 33 anni, Jeremy England è a capo dell’England Lab, un gruppo di ricerca che sostiene la teoria secondo cui gli esseri viventi si sviluppino spontaneamente, quando presenti le condizioni ambientali necessarie minime e non per forza ottimali. Per dimostrarlo, il gruppo sta cercando di capire come gli atomi riescano a creare delle strutture per costruire forme di vita man mano sempre più complesse.

La novità dello studio è sintetizzabile nell’approccio prettamente fisico. “Vogliamo spiegare precisamente quali sono i presupposti fisici e le caratteristiche distintive (ma non esclusive) degli esseri viventi”, ha spiegato lo scienziato. “La domanda a cui vogliamo rispondere in sostanza è questa: ‘Ci sono scenari in cui le esigenze dei viventi sono particolarmente di successo e sono sostenibili e possiamo inserire queste tendenze come dinamiche generali in una specifica classe di un sistema fisico?’”.

Secondo lo scienziato la normale rappresentazione di una selezione naturale darwiniana è un caso speciale in un contesto generale. Mentre a England interessa capire quale sia la situazione ottimale generica per lo sviluppo dei microorganismi. “Se dovessimo riuscirci, potremmo anche aver scoperto in che modo gli esseri viventi lavorano a livello molecolare,” spiega.

Quindi, secondo la teoria, questo vorrebbe dire che un gruppo di atomi formatisi nel caos di un qualsiasi ambiente, in qualunque caso evolve sulla base di esigenze fisiche minime e delle complicatissime dinamiche del suo sistema.

Finora, la ricerca dell’England Lab è soltanto teorica e basata su un software, ma se venisse confermata significherebbe che il contesto in cui si è immersi verrebbe ridimensionato nel computo degli elementi necessari allo sviluppo della vita.

Immagine via Flickr