Se le scimmie sono in grado di parlare, perché non lo fanno?

Se le scimmie sono in grado di parlare, perché non lo fanno?

Ascolta questa breve registrazione. Hai sentito? Una voce piuttosto roca chiede: “Will you marry me?” (Vorresti sposarmi?). Certo, la richiesta ha dei toni piuttosto inquietanti e probabilmente chiunque risponderebbe no, ma ai fini scientifici questa manciata di secondi smentisce anni e anni di ricerca sui nostri cugini più vicini, le scimmie.

Per molto tempo, infatti, si è creduto che le scimmie non potessero parlare per alcune limitazioni nel loro tratto vocale, “fisiologicamente diverso” da quello umano.

Tutto ciò è stato completamente smentito da uno studio, pubblicato su Science, condotto da dei ricercatori dell’Università di Princeton. Gli studiosi, analizzando delle scimmie, appartenenti alla famiglia Cercopithecidae, hanno posto l’accento su come la loro struttura sia in realtà molto più complessa di quanto avevamo pensato in passato.

Ma cosa è cambiato? Mentre i passati esperimenti per analizzare i suoni emessi dai nostri cugini si basavano su erronei calchi in gesso delle strutture vocali, i ricercatori di Princeton hanno stavolta utilizzato foto e filmati a raggi X dei primati.

Così facendo gli studiosi hanno potuto appurare che la struttura dei primati non ha nulla da invidiare alla nostra. Ma allora, perché di fatto, le scimmie non parlano?

Perché, in realtà, il vero limite non risiederebbe nella loro anatomia vocale, bensì nella mancanza di strutture neurocognitive in grado di gestire e articolare il linguaggio.

Quindi da dov’è sbucata la registrazione di cui ti abbiamo parlato all’inizio? Si tratta di una ricostruzione vocale elaborata al computer. Con varie simulazioni digitali, infatti, è stato scoperto che i macachi avrebbero una struttura adatta per potersi esprimere coi cinque suoni vocali che contraddistinguono gli umani. Tanto che i diversi suoni, sottoposti all’ascolto di 10 volontari umani, in più del 90% dei casi sono stati riconosciuti come vere e proprie frasi complesse (come quella che ti abbiamo sottoposto all’inizio).

Immagine via Flickr