Questi due ragazzi australiani hanno ideato un sistema per raccogliere i rifiuti del mare

Questi due ragazzi australiani hanno ideato un sistema per raccogliere i rifiuti del mare

Nell’ultimo rapporto stilato da Goletta Verde, “Marine Litter 2015“, i nostri mari sono letteralmente invasi da rifiuti32 per ogni chilometro quadrato.

Come facilmente prevedibile, non va meglio in altre zone del mondo. L’inquinamento marino sta raggiungendo dimensioni catastrofiche e bisogna fare qualcosa al più presto. Avevamo già visto, qualche tempo fa, la grande invenzione del ventenne olandese Boyan Slat per pulire gli oceani.

Oggi ci spostiamo di qualche chilometro: Andrew Turton e Pete Ceglinski sono due australiani che hanno creato Seabin, un cestino galleggiante della spazzatura che aiuta a mantenere pulite le acque e proteggere l’ecosistema marino.

Il sogno di Andrew, da buon australiano, è sempre stato quello di surfare in un mare pulito, e così da autentico amante della natura ha sentito dentro di sé di dover far qualcosa per aiutarla e proteggerla.

Il suo cestino, costruito insieme a Pete, è stato pensato per raccogliere le bottiglie di plastica, carburante, oli e detergenti che fluttuano indisturbati sulle superficie dell’acqua, lungo i moli, i porti e gli yacht club.

In questi ambienti controllati, il vento e le correnti non smuovono le acque e permettono al cestino di svolgere tranquillamente il suo lavoro. Queste, poi, sono zone dove si registrano alte concentrazioni di rifiuti.

Il cestino è economico, ha bassissimi costi di manutenzione e si usa in modo semplice. Viene immerso e affisso alla banchina. L’acqua calma converge nel secchio che tramite una pompa esterna la aspira. I rifiuti vengono inghiottiti dal secchio e raccolti nel fondo. Una volta che l’acqua viene aspirata all’esterno, tramite la stessa pompa, viene immersa nuovamente. Durante queste processo nessun pesce viene catturato, neanche per sbaglio.

I due ragazzi australiani stanno promuovendo la loro invenzione su Indiegogo, cercando fondi tramite il crowdfunding. Il loro primo obiettivo è quello di produrre un Seabin con la plastica raccolta, come un effetto domino.

“Il secondo”, hanno detto: “è quello di creare un mondo dove non ci sarà più bisogno di idee come la nostra“.

Immagine tratta da Facebook