Il nostro sistema solare suona come una canzone dei Radiohead

Il nostro sistema solare suona come una canzone dei Radiohead

I’ll drown my beliefs / To have your babies / I’ll dress like your niece / And wash your swollen feet

I fan più preparati avranno riconosciuto sicuramente il brano cui appartengono questi versi. True Love Waits dei Radiohead. Una canzone che il critico Matt LeMay su Pitchfork ha definito, semplicemente, “bellissima”.

Ma da oggi, lo è forse ancora di più. Un astrofisico e musicista canadese di nome Matt Russo ha “scoperto” che il nostro sistema solare suonerebbe proprio come “True Love Waits”. Non proprio una canzone felice, insomma.

Eh sì, perché qualche tempo fa, un algoritmo realizzato da Charlie Thompson aveva calcolato “la canzone più triste” dei Radiohead. Ed era uscita proprio questa. Scritta del 1995, conosciuta nella splendida versione acustica e che ha trovato spazio nel lavoro del 2016, A Moon Shaped Pool.

La vedo come una canzone d’amore tra il sole e i pianeti.

Matt è un astrofisico del Seneca College di Toronto. Per realizzare il suo studio sul nostro sistema solare ha preso ispirazione da un lavoro simile realizzato, invece, per TRAPPIST-1. Il sistema solare scoperto nel 2017 distante 40 anni luce da noi. Dove alcuni dei suoi pianeti avrebbero caratteristiche simili alla terra. E sarebbero adatti a ospitare la vita.

Come si fa a far suonare un sistema solare

Secondo la stessa tecnica usata nella simulazione qui sopra, Matt ha realizzato la sua. Prima di tutto ha raccolto i dati sui pianeti, sul sistema solare, ecc dal catalogo Horizons della Nasa. Ha inserito questi dati in un software che ne ha interpretato i movimenti come fossero delle note.

Ogni rotazione completa di un pianeta ha suonato una nota. Ovviamente il movimento è stato accelerato, in maniera uniforme, per rendere le note più ravvicinate.

Se i pianeti orbitassero 8 miliardi di volte più velocemente produrrebbero altezze che potrebbero essere percepite dalle orecchie umane (ammesso che ci fosse un qualche tipo di mezzo in grado di far passare il suono).

Così ha spiegato il suo creatore sul sito ufficiale system-sounds. All’interno trovi la trasposizione delle orbite in note, con la frequenza precisa.

Per iniziare, abbiamo suonato le note di Mercurio, Venere, Terra e Marte sui corrispondenti tasti del pianoforte e abbiamo notato che formavano un accordo di Do maj7, suonato con lo stesso ritmo del brano dei Radiohead.

Per completare la canzone hanno fatto suonare come linea di basso anche la cintura di asteroidi. Il software usato per creare le composizioni è disponibile su Github ed è open source.

Come ha spiegato in un’intervista alla rivista The Outline:

Quando l’ho ascoltata, la melodia sembrava avere la stessa tonalità e ritmo di “True Love Waits”. L’introduzione è identica, stessa armonia e stesse note.

Il suono del nostro sistema solare e non solo

In questo video qui sotto puoi ascoltare, e vedere, una ricostruzione del lavoro di Matt Russo. La rielaborazione, così come la ricerca, è stata possibile anche grazie all’aiuto di Dan Tamayo e Andrew Santaguida. La voce che senti in questa cover è di Thom Gill.

Il lavoro di Matt è estendibile ad altri pianeti e corpi spaziali.

Mi sono reso conto che c’è molta più musica là fuori in attesa di essere ascoltata per questo abbiamo affrontato altri sistemi come gli anelli di Saturno o le Pleiadi.

Ognuna, ovviamente, con un proprio suono. Nel caso di quest’ultime, ad esempio, completamente diverso dal nostro sistema solare. Sembra quasi una canzone dei Portishead.

Immagine di copertina di David Menidrey