Ora sappiamo come sarà la spettacolare morte del Sole

Ora sappiamo come sarà la spettacolare morte del Sole

Tra cinque miliardi di anni, anno più anno meno, il Sole come lo conosciamo oggi non esisterà più. Dove una volta dominava la nostra cara e amata stella, si troverà una spettacolare nebulosa planetaria.

Una meravigliosa “esplosione” di gas e polvere che purtroppo nessuno potrà vedere. Perché a quel punto la vita (almeno quella sulla Terra) sarà soltanto un ricordo.

Sarà qualcosa di simile alla nebulosa planetaria Abell 39. Alla nebulosa Elica. A quella “Occhio di gatto“. A prevedere come sarà il suo “canto del cigno” è uno studio molto importante, frutto di 25 anni di duro lavoro. Condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Manchester. A coordinare il gruppo di ricerca è stato l’astrofisico Albert Zijlstra. Il lavoro è stato pubblicato su Nature.

Come sarà la morte del Sole?

Una nebulosa planetaria segna la fine del 90% delle stelle. Prima di questo studio si credeva, però, che una stella con una massa ridotta come il Sole non avrebbe mai potuto generare una nebulosa planetaria. La sua massa insufficiente viene però compensata dal nucleo che brucia tre volte di più di quanto si pensasse finora.

Quando il Sole morirà sprigionerà bolle e anelli di gas luminosissimi. Questi ultimi formeranno una nebulosa che ricamerà l’universo. Al centro del quale resterà la piccola stella compatta.

La morte del Sole, è bene precisarlo, avverrà tra cinque miliardi di anni. Non c’è da preoccuparsi, in questo momento la nostra stella sta “nel mezzo del cammin di sua vita”. La sua morte non sarà però istantanea. O meglio, sarà molto rapida se paragonata ai tempi lunghissimi e quasi eterni dell’universo.

Lucie Green, studiosa di Fisica solare, ha pubblicato un libro intitolato “Viaggio al centro del Sole” dove spiega nel dettaglio “storia e segreti della nostra stella”. “Quando l’idrogeno all’interno terminerà, il Sole si restringerà un po’, perché l’attrazione gravitazionale non sarà più compensata dalla produzione di energia nel nucleo”. Dopo l’idrogeno, sarà il turno dell’elio. In questa fase, prosegue Green: “il Sole si espanderà fino a diventare una gigante rossa. Talmente grande che potrebbe arrivare a inglobare anche l’orbita della Terra”.

Stiamo parlando di una stella gigantesca, anche cento volte più grande di come lo è ora. A quel punto saranno le sue radiazioni a incenerire il nostro pianeta. Parafrasando Giobbe: come “Il Sole ha dato la vita sulla Terra, il Sole la toglie”.

Una palla nera alla deriva nell’universo

Dopodiché il Sole ridurrà la sua massa, riducendo di molto le sue dimensioni. Più o meno come quelle della Terra. A quel punto l’involucro di gas e polveri lo renderà brillante per “soli” 10mila anni. Talmente brillante però che gli scienziati credono sarà possibile vederlo anche da un’altra galassia.

Il nucleo caldo fa brillare l’intero guscio per circa diecimila anni—ha detto Albert Zijlstra—un tempo che in termini astronomici è breve, ma sufficiente a rendere molto visibile la stella morente. Alcune sono così luminose che possono essere viste da decine di milioni di anni luce di distanza.

Infine il Sole diventerà una nana bianca. Con una luce propria, molto più fioca, che resterà accesa per altri miliardi di anni ancora, prima di diventare, malinconicamente, una “palla nera” alla deriva nello spazio.

Immagine di copertina | Nebulosa elica