Lo spettacolo che ci perdiamo per colpa dell’inquinamento luminoso

Lo spettacolo che ci perdiamo per colpa dell’inquinamento luminoso

E quindi uscimmo a riveder le stelle”, la conquista di Dante, nell’ultimo verso dell’Inferno, è anche una nostra conquista. Quel “rivedere le stelle” dopo tanta oscurità ha per noi, con le dovute differenze, un’importanza altrettanto cruciale anche a distanza di secoli.

Oggi l’80% del mondo non può ammirare un cielo stellato, non perché si trova nelle profondità dell’Ade, ma per colpa dell’inquinamento luminoso. I grandi telescopi che ci permettono di guardare il lontano universo, sono posizionati in precise zone del mondo, sempre meno, prive della luce dell’uomo.

Riveder le stelle non è soltanto una conquista simbolica ma è fondamentale soprattutto per i nostri ritmi del sonno. Non essere in grado di distinguere tra il giorno e la notte è un problema anche per gli animali e le piante che ci circondano. Secondo recenti studi l’eccessiva illuminazione sarebbe addirittura all’origine dell’anticipo della primavera.

Per sensibilizzare ancora una volta su questo problema (spesso sottovalutato quando parliamo di “inquinamento ambientale”) è stato realizzato nell’ambito dello Short Film Showcase, un progetto curato da National Geographic, un video che mostra la scala di inquinamento dei nostri cieliGli scienziati per misurarla utilizzano la scala del cielo buio di Bortle che va da 1 a 9. Cioè da un buio eccellente al cielo “bianco” che vediamo quando alziamo gli occhi dal centro di una metropoli.

In questo video girato perlopiù in California, realizzato da Sriram Murali, vengono percorsi a ritroso i livelli della scala, dal cielo privo di stelle a quello buio della Death Valley. Soltanto così possiamo finalmente capire cosa ci perdiamo ogni giorno della nostra vita.

Immagine via YouTube