Questo studio spiega qual è il modo giusto per reagire a uno sbaglio

Questo studio spiega qual è il modo giusto per reagire a uno sbaglio

Incorrere nell’errore può capitare a chiunque. Possiamo commettere dei piccoli sgarri quando siamo a dieta, quando ci esercitiamo in un’altra lingua o quando gestiamo con poca cura le nostre finanze. Ovviamente, dopo aver commesso degli sbagli, cercare di riparare ai propri errori è il passo successivo. Solo che, il più delle volte, non è possibile rimediare all’istante.

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A confermarlo è una ricerca condotta da dei ricercatori della Mason University (Virginia) e pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Neuroscience. Lo studio, in pratica, rivela che quando sbagliamo il cervello entra momentaneamente in tilt. Questo significa che se non ci si ferma un attimo per riprendere lucidità e calmarsi, è più facile commettere un altro errore subito dopo.

Grazie a un esperimento condotto su 23 volontari, infatti, i ricercatori hanno appurato che “perseverare nell’errore” dipende dal tempo che si ha a disposizione per accorgersi dei propri sbagli, calmarsi un attimo e ricominciare da capo.

Una matita e una gomma. via

Una matita e una gomma da cancellare. via

In pratica, ai 23 partecipanti era stato richiesto di focalizzarsi su dei cerchi concentrici che lampeggiavano a intermittenza su uno schermo posto davanti a loro. Nel caso in cui i cerchi fossero stati dello stesso colore, avrebbero dovuto rispondere con la mano destra; in caso contrario con quella sinistra.

Quando i partecipanti commettevano un errore e gli veniva concesso qualche secondo, recuperavano le proprie facoltà molto facilmente; mentre quando dovevano continuare il gioco, le statistiche hanno evidenziato che la precisione scendeva del 10%.

“Nel mondo reale solitamente alle persone è dato del tempo per riflettere, prima di dover prendere un’altra decisione.” ha spiegato lo psicologo Jan Wessel. “Ma certe attività, come la guida o suonare uno strumento musicale, inducono le persone a commettere errori in successione molto rapidamente, pur continuando a eseguire correttamente il resto del compito”.

Immagine di copertina via Flickr