Possiamo far tornare alla memoria i ricordi che credevamo perduti per sempre?

Possiamo far tornare alla memoria i ricordi che credevamo perduti per sempre?

Quando pensiamo ai ricordi li immaginiamo conservati in tanti piccoli cassetti nella nostra mente, ma la questione è molto più complessa e suggestiva di così e proprio per questo è ancora oggetto di studi da parte dei laboratori delle università più prestigiose.

“Il ricordo è una rete di cellule cerebrali”, in continuo aggiornamento. Abbiamo visto, negli scorsi articoli, perché abbiamo pochi ricordi della nostra infanzia, come li memorizziamo nel sonno, come possiamo dimenticarli consapevolmente.

Un gruppo di scienziati del dipartimento di psichiatria dell’università del Wisconsin ha condotto una ricerca, pubblicata su Science, per cercare di capire qualcosa in più su come il nostro cervello conserva i ricordi e come far tornare alla memoria quelli che credevamo perduti per sempre.

Fino ad oggi la maggior parte delle pubblicazioni scientifiche sull’argomento era d’accordo nell’affermare che i ricordi sono accessibili soltanto se continuiamo a tenerli vivi nel tempo. Se ogni tanto ci torniamo su per rinfrescare la memoria. Questa nuova ricerca ha invece messo in luce una specie di attività silenziosa delle sinapsi che se stimolate permettono di recuperare i ricordi apparentemente dimenticati.

Per scoprirlo, i ricercatori hanno analizzato, attraverso la risonanza magnetica funzionale, l’attività cerebrale di una cinquantina di volontari. I partecipanti all’esperimento hanno visionato una serie di filmati concentrandosi su uno in particolare che era stato indicato loro dai ricercatori. Al termine della visione, i volontari sono stati distratti per agevolare il processo di oblio.

Attraverso la risonanza magnetica si è visto come il ricordo lentamente spariva, registrando una diminuzione sostanziale dell’attività cerebrale che lo riguardava. Una volta dimenticato, i volontari sono stati sottoposti a una stimolazione magnetica trans-cranica (indolore e non invasiva) che ha portato quel ricordo di nuovo alla memoria.

Ma non è finita qui, gli scienziati hanno scoperto (mostrando, se possibile, quanto sia incredibile il lavoro che compie silenziosamente il nostro cervello) che il ricordo torna alla memoria soltanto se è necessario: cioè nel caso in cui serva per completare altre attività. Questa scoperta apre un nuovo, inedito e stimolante scenario sulla nostra memoria a breve termine.

Immagine via Flickr