Parti subito per un tour virtuale nella coloratissima Nebulosa di Orione

Parti subito per un tour virtuale nella coloratissima Nebulosa di Orione

Tra baby stelle, agglomerati di gas, dischi protoplanetari, nane brune, “montagne” di polvere interstellare. Poche cose competono in quanto a fotogenia con la Nebulosa di Orione. Un’autentica fabbrica di stelle, tra le più luminose del “nostro cielo”.

Anche guardando attraverso i cieli più inquinati, con un po’ di pazienza, la si può ammirare. Conosciuta quasi sicuramente anche in antichità, è oggi una delle regioni della galassia più fotografate al telescopio in assoluto. Ma la Nebulosa di Orione anche se è “astronomicamente vicina” non lo è abbastanza per fargli una visita. Almeno in tempi brevi. Dista, più o meno, 1270 anni luce dalla Terra.

Anche potendola visitare, osservarla sarebbe comunque un’impresa titanica. Si estende per circa 24 anni luceLa Nebulosa di Orione è uno dei bersagli celesti più amati dagli astronomi. Essendo una regione di formazione stellare, è una specie di laboratorio utile per studiare i processi che conducono all’accensione di nuove stelle. La Nebulosa è anche assai popolare tra gli skywatcher, professionisti e dilettanti.

Proprio per venire incontro a questi appassionati, è stato realizzato un video speciale. Una ricostruzione 3D a 360 gradi. Tour reso possibile grazie al lavoro del team NASA di Hubble Space Telescope, guidato da Frank Summers. Le immagini che compongono questa ricostruzione sono, anche quelle, registrate da un altro telescopio, lo Spitzer.

Un viaggio simile—anche se molto, ma molto più in grande—l’abbiamo fatto guardando a bocca aperta questo strepitoso timelapse. Che ha ricostruito la storia dell’universo dal big bang all’uomo.

La modalità di volo è molto semplice e intuitiva. Una volta avviato il video (dura poco più di 2 minuti), preferibilmente “a tutto schermo” per un’esperienza ancora più immersiva, ci si muove con i comandi in alto a sinistra.

Si attraversano ricostruzioni in HD dei colori magnifici che illuminano la Nebulosa. Colori dovuti alla grande quantità di gas e polveri che la regione contiene. E che variano a seconda dei filtri usati per “catturarli”.

La prima fotografia della Nebulosa risale al 19esimo secolo. Fu realizzata la mattina del 30 settembre 1880 da Henry Draper. Passata poi alla storia come “la prima foto del cielo profondo”. A vederla, confrontata con questo video—bisogna ammetterlo— sono stati compiuti dei passi da gigante. Qui puoi ammirare altre bellissime foto scattate di recente con i più moderni telescopi spaziali.

Come è stato realizzato il video che ti porta virtualmente nella Nebulosa di Orione

Questo video, come ha scritto Becky Ferreira su Motherboard:

Mette in evidenza delle giovani stelle brillanti al centro del cluster in una lunghezza d’onda ottica su uno sfondo di gas raffreddati e polvere, scolpiti da venti stellari, a infrarossi.

Mentre il Telescopio spaziale Hubble osserva gli oggetti che brillano nella luce visibile, tipicamente molto caldi, quello Spitzer è sensibile agli oggetti più freddi con temperature di centinaia di gradi.

La visione a infrarossi di quest’ultimo penetra la polvere interstellare per vedere i corpi nascosti nella nebulosa. Ad esempio le stelle più deboli e meno massicce, più luminose nell’infrarosso. A quel punto, attraverso due modelli tridimensionali adattati, il visibile e l’infrarossi vengono unificati. 

Il video è ancora più suggestivo grazie all’azzeccato contributo musicale. Il brano, eseguito dalla Advent Chambers Orchestra, è la serenata per archi, opera 22 in mi maggiore, del compositore ceco Antonin Dvorak.

Come vedere la Nebulosa di Orione a occhio nudo

In questo articolo di Michele Diodati viene spiegato come osservarla. Magari con l’imbeccata di una app astronomica:

Basta individuare le tre stelle della famosa cintura, in fila una dietro l’altra. Sotto di esse, al centro, un po’ più a sud, c’è la spada di Orione. Formata apparentemente da tre stelle. Solo che la stella centrale ha un aspetto ovattato, sfumato. Non è una stella, ma la Nebulosa di Orione. 

Tolomeo, infatti, aveva confuso la Nebulosa proprio con una stella.

Immagine di copertina | Dettaglio delle regioni a sud del “Trapezio”