Secondo alcuni scienziati un giorno i supercomputer ci renderanno immortali

Secondo alcuni scienziati un giorno i supercomputer ci renderanno immortali

Nel film 2001 Odissea nello spazio a bordo della nave spaziale Discovery c’è un supercomputer di nome HAL 9000. Questo non è dotato di un corpo, ma controlla tutta la navicella e interagisce con il protagonista come se fosse davvero un essere umano. Per capire di cosa parliamo oggi è utile avere a mente HAL.

Negli scorsi articoli abbiamo visto i tentativi, più o meno scientifici, di raggiungere una delle più alte conquiste dell’essere umano: l’immortalità. Finora, lo strumento più efficace che abbiamo sembra essere la tecnologia.

Secondo alcuni scienziati e filosofi, chiamati transumanisti, sarà la tecnologia del futuro a permetterci di vivere per sempre, anche se non come puoi immaginare. Non vivremo fisicamente, ma mentalmente attraverso un supercomputer, proprio come HAL 9000.

Per far ciò useremo il “trasferimento della mente“. Questo processo consiste nel creare una copia perfetta del proprio cervello e caricarla sulla memoria di un computer. Facile, no?

Il massimo esperto mondiale di trasferimento della mente, Randal A. Koene, assicura che sarà possibile tra vent’anni.

Come avviene questo trasferimento della mente? Come, più o meno, succede quando trasferisci da uno smartphone all’altro i tuoi dati personali. Si crea, in sostanza, una copia accurata, in alta risoluzione, di tutto quello che si trova nella nostra testa e si riversa nella memoria di un supercomputer.

Il cervello deve essere scansionato e mappato completamente così da estrapolare il suo sistema informatico e di calcolo. Il supercomputer, una volta che ha “letto” il modello, esegue una simulazione fedele all’originale, in maniera indistinguibile.

Il cervello è di fatto un computer“, ha detto Giulio Prisco, uno dei massimi cultori dell’argomento: “in base alle conoscenze tecnologiche che abbiamo oggi il trasferimento della mente è assolutamente possibile. La priorità è accumulare conoscenze, lavorare in laboratorio per capire sempre meglio come funzionano il cervello e il computer”.

Se il trasferimento verrà eseguito correttamente vuol dire che non dipenderemo più dal corpo, e la mente potrebbe essere conservata all’interno di un computer, ma anche trasferita su altri dispositivi. Per ora lo abbiamo visto in opere di fantascienza, ma da alcuni scienziati questa tecnologia viene vista come possibile.

Il trasferimento della mente aprirebbe degli scenari a dir poco rivoluzionari. Oltre all’immortalità si potrebbe ad esempio viaggiare nello spazio interstellare senza soffrire delle limitazioni del corpo. E in più, come una realtà virtuale, contemporaneamente, si potrebbero vivere più esperienze. Più copie della tua mente ti permetterebbero di provare più cose alla volta, di vivere in molti luoghi e di vivere vite parallele.

Immagine tratta da 2001 Odissea nello spazio