Tutti i record meteorologici più estremi registrati in natura

Tutti i record meteorologici più estremi registrati in natura

La fine dell’anno è il momento ideale per fare classifiche. Ma come avrai avuto modo di constatare, non è nostra abitudine farne di scontate. Oggi, prendendo spunto da alcuni dati raccolti dal sito BBC, vogliamo condividere con te i record più incredibili della natura.

I dati che sono stati raccolti non riguardano soltanto quest’anno, ma tutti gli eventi registrati dallo scorso secolo. La ricerca si è basata sulle fonti raccolte dal World Meteorological Organization Global Weather & Climates Extremes Archive.

I fenomeni naturali nella loro selvaggia bellezza possono a volte essere spaventosi: se da una parte infatti la terra è il pianeta perfetto per far prosperare la vita, dall’altra, esistono molte zone il cui clima metterebbe in difficoltà chiunque.

Vediamo insieme in che modo la natura esprime la propria potenza, partendo prima di tutto dalle temperature. Abbiamo visto che ci sono zone del mondo in cui il termometro può sprofondare ben al di sotto dello zero. Il 21 luglio del 1983 però è stato battuto qualsiasi record. Anzi stracciato, visto che a Vostok, nell’altopiano antartico la temperatura ha raggiunto i -89,2° C.

All’inverso la temperatura più alta si è registrata in California, nella Furnace Creek, all’interno della Death Valley, più di un secolo fa, quando il caldo record ha superato i 56° C.

Ma non c’è soltanto caldo o freddo, ci sono anche le vie di mezzo. Come le piogge. La più massiccia precipitazione registrata nell’arco di un giorno è avvenuta sull’isola di Riunione, quando nel 1966 sono scesi dal cielo 1825mm di pioggia. Rimanendo in tema, la grandinata peggiore si è registrata il 12 aprile 1986 in Bangladesh con 1,02 kg di grandine.

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Rimanendo nel regno dell’acqua, suggestivo anche il dato sulla più grande onda mai formata dalla natura. Nel nord dell’oceano Atlantico, l’8 febbraio si è alzato un muro d’acqua di quasi 30 metri.

In questa ricerca è stato possibile anche registrare il fenomeno dei fulmini, difficilissimi da cogliere a occhio nudo. Il 30 agosto del 2012, sulla Costa Azzurra, anche i più distratti lo avrebbero notato, visto che il fulmine è durato la bellezza di quasi 8 secondi. Quello che ha percorso il tragitto più lungo invece è stato avvistato in Oklahoma, lungo più di 320 km.

Per chiudere questi record naturali non potevamo non parlare del vento: che fortuna non essersi trovati sull’isola di Barrow in Australia, il 10 aprile 1996, quando soffiava a 113 metri al secondo.

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