Quest'uomo amputato è tornato a sentire grazie a un dito artificiale

Quest'uomo amputato è tornato a sentire grazie a un dito artificiale

Nell’incessante e sempre più veloce sviluppo delle tecnologie, quando si parla di passi in avanti nel campo della robotica, l’opinione pubblica spesso si divide. Se da un lato c’è chi sostiene che dimezzerà l’occupazione dell’uomo tra meno di 20 anni, dall’altro c’è chi crede che possa agevolare le nostre vite, soprattutto da anziani.

Ovviamente, se nel primo caso si parla di veri e propri robot, dalle fattezze pressoché umane, come nel caso di Sophia, nell’altro entra in gioco la visione della robotica come sostegno ai nostri limiti.

In questo senso, si inserisce un importante risultato nel campo della robotica delle protesi, pubblicato dalla rivista scientifica eLife: per la prima volta nella storia, una persona amputata è riuscita a provare delle sensazioni tattili e a riconoscere le differenze tra diverse superfici, utilizzando un dito bionico provvisto di polpastrello artificiale e connesso a elettrodi impiantati sul braccio. Si tratta del danese Dennis Aabo Sørensen, che ha riconosciuto la differenza tra texture liscie e ruvide nel 96% delle prove sperimentali.

Tutto questo è potuto accadere grazie alla collaborazione tra il team guidato dal professore Silvestro Micera dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne, in Svizzera, e il gruppo di ricerca di Calogero Oddo della Scuola di BioRobotica Sant’Anna di Pisa. “Siamo riusciti a dare a una persona amputata la percezione della rugosità di un oggetto e stiamo andando verso una maggiore capacità di dare tutta la ricchezza che la sensazione normale del tatto riesce a dare”, ha spiegato Micera.

Anche se, come sostenuto dal ricercatore, la percezione prodotta dal dito bionico ancora non è tanto forte quanto quella effettiva, gli scienziati hanno però appurato che sia analoga a quella della pelle di una normalissima mano. Questo grazie a dei confronti con gente non amputata a cui è stato chiesto comunque di provare il dito bionico: dalle analisi effettuate tramite elettroencefalografia è stato rilevato, infatti, che le regioni attive del cervello sono esattamente le stesse.

Immagine tratta da YouTube