Il video che mostra gli ultimi 20 anni di ricerche sui pianeti extrasolari

Il video che mostra gli ultimi 20 anni di ricerche sui pianeti extrasolari

Da quando lo sviluppo tecnologico lo ha permesso, non abbiamo più smesso di esplorare lo spazio. Asteroidi, stelle, buchi neri: tutto ciò che è distante da noi continua inesorabilmente ad affascinarci. È una sorta di congenita curiosità umana che parte dalla voglia di molti bambini di diventare astronauti “da grandi” fino ad arrivare a effettivi studi che continuano da decenni.

È il caso delle ricerche, ormai ventennali, sugli esopianeti—pianeti che non appartengono al nostro sistema solare, ma orbitano attorno a stelle molto più distanti. Negli anni la lista di questi corpi celesti è cresciuta esponenzialmente, e un video pubblicato qualche giorno fa da Euronews sintetizza molto bene a che punto siamo arrivati.

Per mettere a fuoco i passi in avanti condotti, l’inviato Jeremy Wilks si è introdotto all’interno dell’osservatorio astronomico di Ginevra, dove i ricercatori quotidianamente lavorano per classificare i pianeti extrasolari.

Nel video, Wilks spiega che gli studiosi al momento sono riusciti a identificare 3559 esopianeti, ma che ne potrebbero ancora esistere “miliardi nella Via Lattea”. Il primo a essere scoperto nella nostra galassia è stato Giove Caldo, un pianeta gassoso che, dopo essere stato individuato nel 1995, ha dato il via a questo nuovo filone di studi.

A scoprire Giove Caldo è stato il professore dell’Università di Ginevra Michel Mayor, il quale ha precisato che negli ultimi anni il suo team di studiosi si è concentrato maggiormente sui pianeti più piccoli come il nostro. In sostanza, spiega Mayor, l’interesse è virato verso “pianeti [potenzialmente] abitabili, magari rocciosi—come la Terra—a una certa distanza dalla loro stella”.

Localizzare nuovi pianeti, però, non è affatto semplice. La difficoltà principale consiste nel fatto che gli esopianeti non possano essere osservati direttamente “perché la loro immagine è abbagliata dalla luce delle stelle attorno alle quali orbitano”, continua Mayor.

Per questo motivo, i ricercatori hanno affinato negli anni diverse tecniche e strumenti per individuare più facilmente nuovi corpi celesti. L’ultima frontiera per l’osservazione sarà Cheops, un telescopio spaziale in costruzione, in grado di misurare, entro il prossimo anno, il raggio dei pianeti extrasolari con una precisione senza precedenti.

Oltre alle sofisticate strumentazioni, però, c’è molto altro. “Quel numero [di esopianeti] non è arrivato là da solo, sono molte le persone che lavorano in questo ambito”, spiega Mayor. “Un vecchio sogno dell’umanità diventato un settore di punta della scienza”.

Immagine via Flickr