ZIP, il drone che porta gli aiuti umanitari in Ruanda

ZIP, il drone che porta gli aiuti umanitari in Ruanda

Talvolta l’accelerazione dello sviluppo tecnologico è così rapida che non riusciamo a comprendere subito i possibili risvolti che può avere. Quando, ad esempio, sono stati presentati i primi modelli di drone, l’opinione pubblica ha giudicato l’innovazione semplicemente come un vezzo privo di reali applicazioni concrete.

Recentemente, però, è stato reso pubblico il progetto di un nuovo drone, si chiama Zipline, in grado di rivoluzionare totalmente il modo in cui si organizzano gli aiuti umanitari.

Zipline infatti è in grado, volando, di raggiungere rapidamente aree isolate—che disterebbero ore di viaggio con i normali mezzi di trasporto—in cui vivono popolazioni rurali africane che necessitano di medicinali e altri aiuti, ogni giorno.

Il primo governo che ha finanziato lo sviluppo del progetto è stato il Ruanda, e i primi esperimenti sono stati incoraggianti. “ZIP”, come è stato rinominato il drone, è in grado di coprire tratte estremamente distanti—potenzialmente capace, quindi, di raggiungere ogni punto dello stato—e di viaggiare a oltre 100 chilometri orari.

Il Ruanda non è uno stato vasto, ma alcune aree—come le zone montane—sono estremamente difficoltose da raggiungere, e ZIP renderà possibile un approvvigionamento giornaliero delle popolazioni più isolate, anche qualora le condizioni atmosferiche rendessero impossibili i normali trasporti di medicinali, provviste e vari materiali.

Una grande vittoria della tecnologia, insomma, che mostra come al di là del modo in cui ha modificato la nostra vita quotidiana, possa avere un effetto rivoluzionario anche sulle realtà più bisognose e problematiche.

Immagini: Copertina