Alla scoperta dei baobab, gli alberi leggendari del Madagascar

Alla scoperta dei baobab, gli alberi leggendari del Madagascar

La varietà di flora e fauna è una delle caratteristiche più note del Madagascar. Appartenente al continente africano, la quinta isola più grande del mondo è infatti la casa del 5% delle specie terrestri. Basta citare alcuni esempi: camaleonti, lemuri, baobab.

I camaleonti sono famosi per la loro capacità di cambiare colore a seconda del contesto in cui sono immersi; i lemuri per essere dei primati che conducono, grazie a una vista spiccata, la maggior parte della loro vita di notte; i baobab per essere degli alberi imponenti e dalla forma insolita.

Nonostante un baobab possa vivere oltre mezzo millennio, non esistono molti esemplari. La gran parte di questi alberi si trova in Africa e in alcune zone dell’Australia. Sono davvero affascinanti: oltre a vivere a lungo, i baobab possono riuscire a immagazzinare fino a 300 litri d’acqua. A raggiungere questa capacità, ovviamente, sono gli esemplari più anziani che possono toccare in via eccezionale i 30 metri d’altezza e un diametro del tronco di circa sette metri.

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Sebbene siano degli alberi “solitari”, esiste un luogo in cui si possono ammirare diversi esemplari di baobab in tutta la loro grandezza. Si tratta de La Route Nationale 8, una strada che collega la cittadina di Morondava al comune di Bekopaka. Per chiunque, però, è ormai “il viale dei baobab.”

Il motivo è semplice: passeggiando o passando con un fuoristrada è possibile vedere circa 300 esemplari, di cui 40 proprio a ridosso della via, dal colore vermiglio. Il momento perfetto per godersi il paesaggio, secondo chi c’è stato, è al tramonto. D’altra parte è proprio in quel momento che si nota maggiormente il contrasto tra le sagome degli alberi e il paesaggio circostante.

Inoltre, il loro aspetto ha dato libero sfogo nei secoli alla fantasia delle popolazioni locali. La leggenda più nota sui baobab narra di una divinità così gelosa della loro grandezza da sradicarli tutti e ripiantarli a testa in giù. Insomma, questo sarebbe l’elemento fantastico per cui i loro rami, spogli durante la stagione secca, assomiglierebbero a delle radici.

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Nel 2007 gli alberi del Viale dei baobab sono stati dichiarati “Monumento Naturale” dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

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