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Questa "città fantasma" in Turchia è una delle più belle al mondo: scopri come visitarla

Come sai, la Turchia non è solo Istanbul. Il Paese è ricco di paesaggi che sembrano di un altro pianeta, di oasi naturali, di meravigliose rovine, di siti archeologici preziosi grazie ai quali scoprire antiche civiltà sepolte.

Se nei tuoi viaggi vai in cerca di luoghi insoliti capaci di accendere l’immaginazione con la loro inusitata bellezza, devi sapere che proprio in Turchia c’è una città fantasma come quella di Craco in Basilicata che in epoca medievale era un centro di splendore culturale con pochi eguali.

Si chiama Ani, ed è l’antica capitale del regno armeno. Oggi—al pari un altro luogo-simbolo di cui la civiltà armena è stata dolorosamente privata nel corso della storia: il monte Ararat—si trova nell’area più orientale della Turchia. Scopriamo insieme questo luogo incredibile, oggi visitabile liberamente per chiunque.

Ani, “la Città delle 1001 Chiese”

Ani si trova nella provincia di Kars, all’estremo oriente della penisola anatolica. Al di qua del fiume Akhurian che segna parte del confine con l’attuale repubblica armena. Nel medioevo, situata lungo la via della seta, era la capitale del vasto regno armeno, che comprendeva anche la Turchia orientale. Era una città di avanzato livello commerciale, culturale e tecnico. Poteva rivaleggiare in importanza con Il Cairo, Baghdad e Costantinopoli. Almeno 100 mila persone nel medioevo vivevano ad Ani, soprannominata “la Città delle 1001 Chiese” per la densità di edifici religiosi raccolti entro le sue mura, lunghe circa 2 km.

Capitale fiorente del regno dei Bagratidi nel X secolo, la città ha una storia molto travagliata dopo il Mille. Nel 1045 fu attaccata dai bizantini e ne 1064 conquistata dai turchi. Quasi un secolo più tardi i georgiani la sottrassero ai persiani, che la riconquistarono però subito dopo. Fu saccheggiata e devastata dai Mongoli nel 1239 e, dopo un violento terremoto nel 1319, fu gradualmente abbandonata. Nel XVIII secolo era ormai deserta. Attraversare oggi i resti dei suoi straordinari monumenti immersi nel vellutato altopiano che domina le gole dell’Arpa çayi è un’emozione da provare almeno una volta nella vita.

I luoghi più suggestivi della città fantasma di Ani

Ad Ani è possibile ammirare esempi tipici della tradizionale architettura medievale armena, come la piccola Chiesa di San Gregorio costruita intorno all’anno Mille, incastonata nella steppa circostante.

Decisamente più maestosa, è di bellezza particolare la Cattedrale di Ani.

Lo stile della cattedrale ricorda e anticipa il gotico occidentale, per lo slancio concreto della struttura verso alto. L’interno della struttura è eloquente in tal senso.

Dietro la cattedrale, come puoi vedere nella foto qui sotto, si erge un’altra costruzione che al suo confronto, in lontananza, parrebbe di piccole dimensioni.

Si tratta in realtà di un edificio importante, la Chiesa del Redentore, costruita all’epoca per ospitare quello che si credeva essere un frammento della Vera Croce. Dotata di una vasta cupola, la chiesa era rimasta intatta fino al 1955, quando un fortissimo temporale l’ha letteralmente dimezzata.

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La moschea Menüçehr, risalente all’XI secolo, si trova nella zona sud-ovest del sito archeologico di Ani, non molto distante dalla cattedrale. Il suo minareto è miracolosamente rimasto intatto.

1064 yılında Ani’yi fetheden Alparslan, şehrin idaresini Şeddatlı Emiri Ebu’l Esvar’ın oğlu Manuçehr’e bırakmış, Manuçehr de şehri imar etmiştir. Manuçehr’in ilk yaptırdığı yapılardan birinin Manuçehr minaresi olduğu ve Gazneliler’in zafer kuleleri gibi tek başına bir anıt olarak yaptırıldığı düşünülmektedir. Araştırmacılar yapıyı N. Khanikof tarafından 1847 yılında tespit edilen, şimdi yıkılmış durumdaki batı cephede yer aldığı belirtilen çiçekli kufi hatla yazılmış kitabeye göre 1086 yılına, Manuçehr dönemine tarihlendirmişlerdir. Bazı kaynaklara göre camii 1072 yılında inşa edilmiştir. Kimi Ermeni araştırmacı, binanın Türk fethi öncesine ait olduğunu ve ilkin Bagratid döneminden bir köşk olduğunu ve daha sonra bir camiye dönüştürüldüğünü iddia eder. Kral Aşot’un surlarına yakın konumu ve tahkimli görünüşüne dayandırılarak, yapının bir gümrük olduğu da iddia edilmiştir. Dikdörtgen planlı (18,5 x 15,7 m.) iki katlı olarak yapılan caminin tavanında Selçuklu dönemi yıldız motifleri mevcuttur. Sekizgen köşeli minareye 99 basamaklı merdivenle çıkılmaktadır. Yapının kuzeybatı köşesinde minare bulunmaktadır. Kare bir kaide üzerine oturtulmuştur. Bugün sadece şerefesine kadar olan kısım ayaktadır. Minarenin üzerinde kufi yazı stili ile “Bismillah” yazısı bulunmaktadır. Sekizgen minare Orta Asya Türk Mimarisinin izlerini taşımaktadır. Camii Anadoluda yapılan ilk Türk Camisidir. #aniharabeleri #aniantikkenti #aniruins #anicity #kars #karsagit #fotoğraf: @muhammedkosen

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Il minareto presenta la tradizionale iscrizione che si indica in arabo col termina Bismillah. Così è indicata la formula che significa “In nome di Dio, Clemente, Misericordioso”: l’esordio delle sure del Corano. La moschea immersa nelle nevi è uno spettacolo mozzafiato.

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Infine, va menzionato il monastero detto Fortezza delle Vergini, eretto probabilmente nel XIII secolo. Si trova su un promontorio roccioso proprio sopra il fiume che segna il confine turco-armeno.

Come visitare Ani oggi

Ani è stata inserita l’anno scorso nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Ciò probabilmente garantirà la preservazione di un ambiente straordinario minacciato per molto tempo da incuria e agenti atmosferici. Come riportano tutte le guide più aggiornate, a differenza di quanto avveniva fino a pochi anni fa oggi non è più necessario richiedere un permesso governativo per visitare Ani. Basta recarvisi negli orari di apertura (riportati in questa guida Lonely Planet) e acquistare il biglietto di ingresso al sito.

Se la giornata è bella, vale la pena munirsi di pranzo al sacco: data la vastità dell’ambiente, la visita può durare anche più di mezza giornata. L’ideale è raggiungere Ani in mattinata partendo con un’automobile presa a noleggio o con un taxi dalla città di Kars, che si trova a poco più di 40 km a ovest del confine con l’Armenia (un’ora di viaggio).

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Dai un’occhiata alla lista delle attrazioni di Ani secondo la Lonely Planet; ti consigliamo anche la lettura di un bell’articolo (in inglese) della BBC sull’antica città. Sul sito Virtualani trovi un tour virtuale della città, mentre su 360tr puoi effettuare una visita interattiva e immersiva nella cattedrale di Ani.

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