Las Islas Flotantes: l'arcipelago galleggiante costruito dagli Uros in Perù

Las Islas Flotantes: l'arcipelago galleggiante costruito dagli Uros in Perù

Gli Uros erano un’antica popolazione preincaica—scomparsa completamente negli anni Settanta—che un tempo viveva nell’area al confine fra Bolivia e Perù. È difficile datare la loro nascita, ma quello che sappiamo per certo è che a causa degli scontri con gli Inca, a un certo punto della loro storia furono costretti a insediarsi sul lago Titicaca, nel sud est del Perù. Proprio così: non sulle sponde del lago, ma direttamente sulla sua superficie.

Lo fecero costruendo una serie di isolette artificiali galleggianti, note oggi come Islas Flotantes, che compongono uno degli arcipelaghi più strani e affascinanti del mondo. Ormai la cultura Uros non esiste quasi più—nel tempo si è mischiata con le altre—ma molte Islas sono ancora lì, abitate da pescatori e popolazioni rurali.

La scelta di creare queste piccole isole e di costruirci le proprie abitazioni era dovuta alla necessita di spostarsi con grande rapidità: le isolette artificiali sono fissate al fondo del lago, ma liberandole dall’ancoraggio si possono spostare nelle varie zone del lago, come se si stesse manovrando una vera e propria imbarcazione.

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Le Islas Flotantes galleggiano grazie a una base costruita tramite canne di totora: una pianta che cresce nella zona che si trova attorno al lago Titicaca e che gli Uros sfruttavano per qualsiasi cosa. Con la totora costruivano le loro piccole casette, e le imbarcazioni usate per pescare e commerciare con i popoli vicini.

Il mantenimento di queste isole rappresenta un ciclo continuo per i suoi abitanti. Le fondamenta che galleggiano sull’acqua—alte circa due metri, buona parte dei quali sotto la superficie—si logorano molto velocemente, e quindi gli abitanti delle Islas devono continuamente aggiungere canne di totora alla parte superiore della struttura per mantenerle intatte. Un processo quasi poetico, visto che in pratica vivono su isole in continua costruzione.

L’arcipelago non era composto in modo casuale: le isole più grandi, dotate di piccole torrette di guardia, erano situate al centro rispetto alle altre isole su cui venivano costruite le case, e attorno all’arcipelago abitato erano state create anche altre isole satellite, che servivano per lo smaltimento dei rifiuti. Per muoversi venivano utilizzate delle imbarcazioni tradizionali, anch’esse fatte di canne di totora, che a prua avevano delle polene a forma di testa di animale.

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Oggi invece la modernità ha contaminato in parte anche il villaggio delle Islas Flotantes: molte famiglie che abitano nell’arcipelago posseggono dei motoscafi per muoversi e pescare, e su alcune abitazioni sono stati montati dei pannelli solari per assicurare energia elettrica. L’isola principale, poi, è dotata di una piccola stazione radio che trasmette musica per diverse ore al giorno.

Raggiungere l’antico villaggio degli Uros è piuttosto semplice: essendo una delle attrazioni turistiche più apprezzate della zona, dalla vicina città di Puno partono continuamente delle escursioni turistiche per visitare il villaggio. I turisti possono comprare i loro prodotti tradizionali, assaggiare la cucina locale, e partecipare a delle escursioni lacustri a bordo di imbarcazioni simili a quelle utilizzate dagli Uros.

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Immagini: Copertina