Ascanio Celestini gira a Roma il suo nuovo film Viva la sposa. Il Quadraro come location

Ascanio Celestini gira a Roma il suo nuovo film Viva la sposa. Il Quadraro come location

Ascanio Celestini come James Bond? La capitale è il centro propulsore di tantissime produzioni cinematografiche, per buona pace dei cittadini e sebbene quella di Celestini non faccia clamore come quella che vede protagonista Daniel Craig, sicuramente interesserà i tanti fan e seguaci dell’eclettico attore e regista romano.
L’attore, regista e scrittore romano originario di Morena è proprio in questi giorni impegnato nelle riprese del suo quarto film, dal titolo provvisorio, “Viva la sposa” (di cui è sceneggiatore, regista e attore principale), dopo “Senza paura” (2004), “Parola sante” (2007) e “La pecora nera” (2010).

TRA APPIO E QUADRARO – “La storia è tutta ambientata in un quartiere di Roma, il Quadraro, una periferia estrema negli anni quaranta e cinquanta ma non più ora. Racconto il modo fatalista di vivere di un gruppo di persone che abitano in questa zona semiperiferica della città” –  ha raccontato poco prima dell’inzio delle riprese ad Adnkronos – “Ho difficoltà a parlare del soggetto perché è un po’ complicato. È la storia di una gran quantità di personaggi che vivono in maniera molto fatalista e che rischiano continuamente di finire male. Non tutti finiscono male, qualcuno per caso o per fortuna si salva. Il titolo provvisorio è Viva la sposa perché al di sopra della storia di tutti questi personaggi c’è un’attrice americana che è andata in coma in Italia, che si risveglia, si innamora del Belpaese e dopo essersi sposata comincia un lungo viaggio di nozze per tutta l’Italia. Poi i personaggi di questa storia la vedono continuamente o dal vivo o in televisione o ne parlano mentre lei viaggia. Proprio come simbolo di questo loro fatalismo vedono questo fantasma buono che si aggira in un paese che non è neanche più devastato ma con un flusso non più definito”.

Impegnato da diversi anni in attività teatrali (tra i suoi spettacoli più importanti ricordiamo La Fila Indiana, Pro Patria e i Discorsi alla Nazione) è apprezzato soprattutto per il suo linguaggio fortemente metaforico, l’ironia pungente, talvolta cinica, per discutere, far riflettere e smuovere l’opinione pubblica su temi di rilevanza sociale spesso accantonati.