Il blog imprescindibile per chi ama viaggiare a piedi

Il blog imprescindibile per chi ama viaggiare a piedi

Con la disponibilità di voli low cost e sistemi di sharing, viaggiare è diventato estremamente facile. C’è tuttavia una forma di viaggio più antica, che sta via via scomparendo: quello che si compie a piedi. I grandi cammini e sentieri del passato, percorsi per andare in pellegrinaggio o per esplorare il paesaggio, sono sempre più in disuso. Lo sa bene Pietro Ienca, un ventenne che ha deciso di aprire un blog sull’argomento.

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Si chiama Trip In Your Shoes, e sostanzialmente è una sorta di via di mezzo fra un diario di viaggio e una guida ai sentieri di trekking più belli del nostro paese e del mondo. 

Pietro ha scoperto questo modo di viaggiare alla fine del liceo, quando con i suoi compagni ha compiuto un viaggio che da Genova—dove vive—lo ha portato fino in Abruzzo. L’idea era quella di fare un viaggio diverso dal solito, e l’esperienza lo ha così segnato che ha deciso di dedicargli gran parte del suo tempo.

Da allora Pietro viaggia quasi sempre a piedi, visitando i sentieri più belli d’Italia: ne ha recentemente percorso uno che dalla Toscana lo ha portato sulla costa dell’Adriatico, per un totale di 650 chilometri, ma è stato anche in Madagascar, percorrendo il sentiero che attraversa tutta l’area protetta a nord-ovest dell’isola.

“In Italia, purtroppo, questo tipo di turismo non viene proprio considerato. Il viaggio a piedi, al di là di essere un tipo di turismo completamente sostenibile, è anche molto economico. Nel Nord Europa invece lo considerano eccome: in Germania, Svezia e Danimarca hanno un grande interesse per questo genere di viaggi. Quindi la mia idea nasce con l’intenzione di invogliare i giovani a mettere da parte, almeno per un po’, mete come Mykonos e Ibiza e girare un po’ di più in mezzo ai monti vicino a casa,” ha spiegato in un’intervista.

Questo tipo di scelta non ha soltanto a che fare con una modalità di viaggio, ma è insomma una vera e propria esperienza personale: viaggiando a piedi non si entra in contatto soltanto con il paesaggio in modo più diretto, ma lo si fa anche con se stessi. Si sperimentano in modo profondo i propri limiti e la propria determinazione, e soprattutto ci si prende del tempo prezioso da dedicare a noi stessi. Come ha messo in calce Pietro nella home del suo blog “se non arrivi a piedi dove vuoi andare, non vedrai quello che vuoi trovare”.

Immagini: Copertina