Cinque escursioni estreme per mettersi alla prova

Cinque escursioni estreme per mettersi alla prova

Il trekking è una disciplina che coniuga sia il piacere dello sforzo fisico, sia la soddisfazione di trovarsi immersi nella natura e poter ammirare panorami bellissimi. Ma ci sono anche percorsi che mettono a dura prova il nostro coraggio: escursioni estreme che solo chi ama l’adrenalina può sperimentare.

Trovarsi in mezzo a fiumi tropicali, percorrere pareti quasi verticali, farsi strada attraverso cammini impervi e ostici: è questo che si deve affrontare se si sceglie di affrontare le cinque escursioni che abbiamo selezionato.

Monte Hua – Cina

Da molti esperti questo antico sentiero è considerato il percorso di trekking più pericoloso del mondo. Il monte si trova vicino alla città di Huayin, nella provincia di Shaanxi, e sulla sua sommità si trova un bellissimo tempio taoista. Il percorso inizia con una ripidissima scalinata scavata nella roccia, ribattezzata La scala del paradiso, fino a che non si raggiunge la base della vetta sud, e ci si imbatte in una serie di tavole di legno che formano un sottile ponteggio che percorre la fiancata a strapiombo della montagna.

In alcuni punti, addirittura, le tavole sono cadute, a causa dell’usura della pioggia, e per proseguire si deve fare affidamento esclusivamente a catene di metallo e chiodi piantati nella roccia. Alla fine di questo impervio sentiero il premio che attende i più coraggiosi è uno dei tè più buoni dell’intera Cina, offerto dalla Tea House che affianca il tempio.

Kokoda Trail – Papua Nuova Guinea

Questo lungo sentiero—96 chilometri—che da Gona conduce a Port Moresby fu costruito nel 1943 dall’esercito australiano che stava tentando di opporsi all’avanzata dei giapponesi in Papua Nuova Guinea. È chiamato Kokoda Trail perché al  centro del percorso si trova il villaggio di Kokoda.

Completamente immerso nella fitta vegetazione, questo percorso è veramente complicato da affrontare per le persone con poca esperienza: per lunghi tratti si è costretti a camminare su tavole di legno che attraversano fiumi impetuosi, sotto le violente piogge pomeridiane. In alcuni tratti, poi, la vegetazione è così fitta che rende difficile la visibilità: anche a mezzogiorno, è come viaggiare di sera.

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Kalalau Trail – Hawaii

Il percorso di Kalalau è famoso proprio perché circumnaviga questo maestoso vulcano: è composto da un unico sentiero, noto con il nome di Crawler’s Ledge, che fiancheggia le sue pareti per 18 chilometri. Nonostante l’estrema bellezza del panorama, e un percorso tutto sommato regolare, il Kalalau Trail è noto per essere un trek estremamente impegnativo.

Il terreno franabile in alcuni tratti diventa impervio, soprattutto vicino alle numerose cascate che si avvicendano man a mano che si prosegue. Durante alcuni mesi dell’anno, poi, i temporali tropicali possono abbattersi sulla costa, rendendo l’esperienza estremamente pericolosa.

Via di Liaucous – Francia

Vicino a Rozier, lungo le gole scavate dal fiume Tarn, esiste un lungo percorso che attraversa il massiccio centrale francese: la via di Liaucous. Una delle più apprezzate dagli esperti di escursioni. Da diverso tempo gran parte dei sentieri che forma questa via è attrezzata per il trekking: con tracciati ferrati per percorrere con l’attrezzatura i punti più impervi.

Le pareti del massiccio, però, sono praticamente verticali: soltanto gli esperti di escursioni sono in grado di attraversare tutta la via senza incorrere in pericoli, perché serve molta tecnica per superare i punti più duri. In particolare il tratto centrale è composto solamente da cordoni di metallo e chiodi a spuntone direttamente fissati nella pietra: è un lungo cammino che affaccia su un dirupo spaventoso.

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El Caminito del Rey – Spagna 

Il Caminito del Rey—che si trova vicino alla città di Malaga—venne costruito nel 1901 dalla Società Idroelettrica del Chorro per collegare due cateratte del fiume Guadalhorce, in modo che i suoi operai potessero passare da una parte all’altra e portare a termine i lavori di manutenzione e sorveglianza. Nel 1921 Alfonso XIII usò questa passerella per inaugurare la diga del Conte di Guadalhorce e da quel momento cominciarono a chiamarla “Il Cammino del Re.

Fino al restauro di qualche anno fa, era considerato il cammino più pericoloso del mondo: ancor più duro del percorso di Hua. Situato nello stretto passo tra due montagne, è lungo tre chilometri, largo un metro e alto più di cento metri. In altre parole: un incubo orribile se si soffre di vertigini e una botta d’adrenalina se si ama il rischio. Per 25 anni, prima del totale restauro che lo ha messo in relativa sicurezza, è stato chiuso: visto che gli incidenti fra gli escursionisti erano sempre più numerosi.

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