Cinque luoghi da non perdere visitando l'Ecuador

Cinque luoghi da non perdere visitando l'Ecuador

Fra i Paesi dell’America Latina, l’Ecuador è sicuramente una delle mete più suggestive: anche se il turismo di massa solitamente opta per luoghi più noti, come Argentina, Brasile o Perù. Questo piccolo Paese andino, però, nasconde molte attrazioni naturali e storiche di grande valore, e per questo abbiamo pensato di indicartene alcune fra le più belle e meno note.

Per visitare l’Ecuador è necessario organizzarsi bene: ci sono infatti alcuni piccoli accorgimenti che possono facilitare molto il tuo viaggio. Innanzitutto i documenti: per poter entrare nel Paese è necessario disporre di un passaporto con una validità residua di almeno sei mesi—anche se sul sito della Farnesina si possono trovare delle opzioni per ottenere un permesso di entrata senza dover rinnovare il passaporto—ed è consigliato portare sempre con sé un documento di identificazione, per non incorrere in spiacevoli problemi burocratici.

Un altro consiglio estremamente utile è quello di portare con sé soltanto banconote di piccolo taglio: visitando l’Ecuador vi imbatterete spesso in piccoli ristoranti o negozi di artigianato, ma i negozianti—a causa dell’alta percentuale di contraffazione—raramente accettano banconote di grosso taglio.

Il periodo migliore per visitare il Paese è sicuramente quello che va da maggio a inizio ottobre: e in questo periodo su molti siti che offrono voli a basso costo, è possibile trovare offerte che partono addirittura da 480 euro.

Lago Quilotoa

Situato nella provincia del Cotopaxi, stretto da enormi faraglioni nella parte occidentale delle Ande ecuadoriane, a 3500 metri di altitudine, si trova questo splendido lago di origine vulcanica, che rappresenta una delle attrazioni naturali più visitate del Paese. Si è formato per il collasso di un antico vulcano, e con il tempo la caldera si è riempita di acqua che i minerali rendono di un vivo color verdastro. Il diametro del lago supera i tre chilometri, e la profondità delle acque raggiunge i 250 metri. Sul fondo sono presenti delle fumarole, e in alcuni punti della parte orientale del lago esistono delle sorgenti calde.

Zamora

Questa piccola città è il punto d’accesso perfetto per il Parco Nazionale di Podocarpus—uno dei più belli del Paese—ed è nota come “la città delle cascate e degli uccelli“. La natura che la circonda, infatti, è rigogliosa: cascate, torrenti, farfalle, alberi centenari, colibrì, avventurandosi nei boschi circostanti è possibile ammirare un ecosistema la cui biodiversità ha pochi eguali nel mondo. La città, poi, offre uno spaccato di storia post-coloniale estremamente ricco: ci sono piccoli ristoranti che offrono piatti tipici, e bellissime chiese coloniali che risalgono al diciassettesimo secolo. Zamora ospita uno degli orologi più grandi del mondo: la lancetta delle ore supera addirittura gli 11 metri di lunghezza.

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Parco Nazionale di Machalilla

Questo Parco nazionale è uno dei più caratteristici dell’America Latina, perché offre uno degli ecosistemi più particolari da visitare: la foresta tropicale secca. Questo è possibile proprio perché il parco è allo stesso tempo marittimo e terrestre, visto che si affaccia sull’oceano Pacifico. Ospita poi un numero infinito di specie di uccelli, ed è una delle mete più ambite dagli appassionati di birdwatching che visitano il Paese.

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Mindo

Situato a 1250 metri sul livello del mare, e circondato da alte pendici interamente ricoperte dal Bosque Protector Mindo-Nambillo, il nome del villaggio di Mindo deriva dal suono pulito delle cinque cascate che risuonano fragorose nella folta e lussureggiante vegetazione attorno a esso. Il microclima che lo caratterizza, poi, è unico: uno scenario che muta continuamente, con violente piogge e improvvise schiarite, e una nebbia che dall’alto cala sul bosco generando un effetto surreale e mistico.

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Isla de la Plata

Nota anche come “la piccola Galapagos“, per l’estrema somiglianza di vegetazione con le isole che fanno parte del celebre arcipelago, l’Isla de la Plata si trova a circa un’ora di barca da Puerto López: un viaggio in mare aperto che potrebbe mettere a dura prova lo stomaco di chi non è abituato alla navigazione. Si parte la mattina presto dal Malecón, a bordo di un’imbarcazione ben attrezzata, e già da lontano si comincia a notare la natura impervia e scontrosa che caratterizza l’isola: una vegetazione tropicale secca e rocce a picco sul mare. Una volta messo piede sull’isola ti sarà richiesto di registrarti, visto che si tratta di un’area naturale protetta: è il regno di uccelli rari, come le fregate dalla pappagorgia gonfiabile e le sule piediazzurri.

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