Le meravigliose rovine di Myra in Turchia

Le meravigliose rovine di Myra in Turchia

San Nicola è il patrono della città di Bari, in Puglia. Tra i cristiani—tanto cattolici quanto ortodossi—è tra i personaggi storici più amati. Ma anche al di fuori: è la sua figura ad aver dato origine al culto di Babbo Natale. Al di là delle nozioni più note, non tutti sanno però che il patrono di Bari fu nel IV secolo d.C. un vescovo greco di Myra, un’antica città che si trova nell’attuale Turchia.

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Ovviamente, la storia di Myra inizia molto prima del periodo vescovile di San Nicola. Le prime notizie sulla sua esistenza, infatti, risalgono al VI secolo a.C., dove assieme alle città di Xanthos, Patara e Phaselis costituiva una federazione di città stato. Molto tempo dopo, nel V secolo d.C. la città divenne capoluogo della provincia bizantina di Licia, per poi passare in mano agli arabi—passaggio che segnò definitivamente il suo lento declino.

Uno scorcio delle rovine di Myra via

Uno scorcio delle rovine di Myra via

Ma dove si trovano le antiche rovine oggi? Nello specifico, i resti dell’antica città ellenica sono situati nei pressi di Demre, nell’attuale Turchia meridionale. Per molto tempo i resti furono dimenticati, almeno fino a quando nel 1840 l’archeologo inglese Charles Fellows non decise di iniziare a investigare su Myra.

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Un antico fregio via

Nella sua seconda spedizione, Fellows trovò la necropoli: composta da tombe colorate di rosso, giallo e azzurro, con facciate scavate nella roccia, ancora corredate da colonne,  frontoni, nicchie e fregi. La scoperta fu talmente importante che da quel momento molti altri colleghi dell’archeologo inglese decisero di seguire le sue orme.

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Il teatro romano di Myra via

Oltre alle diverse tombe, negli anni sono stati riportati alla luce anche il teatro romano, le terme e una basilica bizantina dell’VIII secolo dedicata a San Nicola. Tutte le rovine sono ovviamente ricoperte in parte da materiale alluvionale—caratteristica che però non riesce a scalfire minimamente la bellezza di questo luogo.

Immagine di copertina via Flickr