L’occhio di un drone sulle piramidi di Egitto, Messico e Sudan

L’occhio di un drone sulle piramidi di Egitto, Messico e Sudan

Fino a qualche decennio fa, le riprese dall’alto erano una sorta di esclusiva per chi lavorava nell’ambito filmico. Per fare una buona ripresa, ci si doveva portare dietro un’ingombrante strumentazione e magari salire su un elicottero. Oppure, a seconda delle esigenze, utilizzare un dolly, quella sorta di braccio meccanico su binari che puoi vedere negli studi televisivi ancora oggi—che può servire anche per il passaggio dalle panoramiche ai dettagli e viceversa.

Per fortuna, le cose sono molto cambiate e riprendere dall’alto—con i dovuti permessi quando serve—ciò che ci sta attorno non è più impossibile. Tutto questo grazie ai droni: piccoli marchingegni telecomandabili, il più delle volte con videocamere già annesse. Delle loro prestazioni avevamo avuto un assaggio osservando foto e profili Instagram di fotografi che col tempo si sono specializzati nel loro utilizzo.

Ovviamente, l’impiego di un drone apre a una miriade di possibilità. Per esempio, sono davvero utili per delle panoramiche a scopo documentaristico, come ha fatto notare l’autore televisivo Colin Marshall su Open Culture. Nel suo articolo, mostra tre video, sviluppati da un team di National Geographic, dal tema comune: le piramidi.

Il primo video ci porta nel Sudan di tremila anni fa. Le panoramiche dall’alto mostrano, infatti, i resti delle piramidi nubiane, utilizzate come tombe per re e regine dei tre diversi regni Kush. Come puoi osservare, le piramidi venivano realizzate a gradoni e le cime potevano lambire un’altezza dai 6 e i 30 metri.

Nel secondo video, il tempo si riavvolge di 500 anni. Ci ritroviamo di fronte alle piramidi di Giza, a otto chilometri circa dall’antica città omonima. Tra le rovine rimaste, nella necropoli, si erge una delle sette meraviglie del mondo: la piramide di Cheope, realizzata nel XXVI secolo a.C.

Il terzo filmato, invece, è  girato in Messico. Le immagini mostrano Teotihuacan, una città mesoamericana, fondata intorno al 100 a.C. Ma nel dettaglio mostra più le sue piramidi, e in particolare quella “del Sole.”

Il nome “piramide del Sole” è meno recente della costruzione in sé. Infatti, furono gli Aztechi ad attribuirglielo dopo che scoprirono la città ormai abbandonata.

Immagine via Flickr