Gli eremi della Majella, una delle meraviglie d'Abruzzo

Gli eremi della Majella, una delle meraviglie d'Abruzzo

Con le sue cime spettacolari e le sue bellissime riserve naturali, il Parco Nazionale della Majella contiene gran parte della straordinaria ricchezza naturalistica dell’Abruzzo. Ma la “Montagna Madre” della regione custodisce anche numerosi splendidi eremi: grotte scavate nella roccia oppure strutture in muratura—anche molto raffinate—dove scelsero di vivere nel silenzio, fra i suoni della natura, alcuni eremiti cristiani del passato.

Molti di questi luoghi—in alcuni dei quali si trovano piccole, antiche chiese—sono legati alla figura del loro più celebre abitatore: Papa Celestino V, che nel 1294, secondo la proverbiale espressione di Dante Alighieri, “fece per viltade il gran rifiuto” rinunciando al pontificato.

Oggi, grazie ad alcuni percorsi all’interno del Parco Nazionale della Majella—tra cui il Sentiero dello Spirito, uno dei trekking più belli, lungo più di 70 km—escursionisti di ogni età possono toccare con mano questi testimoni silenziosi del nostro passato, immersi nella natura incontaminata. Te ne suggeriamo alcuni.

Eremo di San Giovanni all’Orfento

L’escursione più avventurosa, lungo un percorso che attraversa boschi di faggi e di carpini, ci conduce all’eremo di San Giovanni, situato a 1227 metri di altitudine nella valle del fiume Orfento, nell’area del bellissimo comune di Caramanico. L’eremo si confonde con la roccia calcarea in cui è scavato, e l’ingresso è a prova di vertigini: dopo una scala affiancata alla parete rocciosa, bisogna infatti percorrere uno stretto e basso camminamento che nel suo tratto finale costringe il visitatore ad avanzare strisciando pancia a terra, sospeso a una decina di metri da terra, prima di entrare nella grotta.

Eremo di Sant’Onofrio al Morrone

A questo splendido edificio si giunge percorrendo un sentiero in salita che parte da Badia, frazione di Sulmona. È il più panoramico fra gli eremi: dall’edificio addossato alla roccia, situato a quota 620 metri, si può godere di una vista mozzafiato sulla valle Peligna, in cui sorge Sulmona, e sull’imponente Abbazia di Santo Spirito al Morrone.

Eremo di San Bartolomeo in Legio

Restaurato da Celestino V alla metà del XIII secolo, il suggestivo eremo si trova nei pressi del borgo di Roccamorice in provincia di Pescara. Immersa nel vallone di S. Spirito, l’antica chiesa, a cui si accede per quattro differenti scalinate, è letteralmente mimetizzata nella parete rocciosa e sormontata da un grande “tetto naturale”. Proseguendo lungo il Vallone di S. Spirito si può salire fino all’Eremo di S. Spirito a Majella, che fu abitato fino al XIX secolo.

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Abbazia di San Martino in Valle

Partendo dal paese di Fara San Martino (Chieti) si possono raggiungere i resti dell’antichissima Abbazia benedettina di S. Martino in Valle, abitata fin dal IX secolo e riportata alla luce grazie a lavori di scavo nel 2009. Vi si giunge attraverso un percorso mozzafiato che, partendo alla fine del centro abitato, attraversa le imponenti Gole di Fara San Martino, un vero e proprio canyon particolarmente emozionante nei tratti in cui la spaccatura fra le rocce è molto stretta.

Maggiori informazioni su come raggiungere l’eremo di San Giovanni si trovano sul sito majambiente.it. Sul sito ufficiale del Parco Nazionale della Majella sono descritti i sentieri per gli eremi di Sant’Onofrio e San Bartolomeo, oltre che per l’Abbazia di S. Martino in Valle.

Immagini: Copertina