Una visita a Gerace, uno dei borghi sulla costa ionica più belli d’Italia

Una visita a Gerace, uno dei borghi sulla costa ionica più belli d’Italia

Esplorando le più belle regioni italiane, ti abbiamo parlato altre volte di piccoli centri inclusi nella lunga lista dei Borghi più belli d’Italia che valgono certamente una visita: come Triora, il “Borgo delle Streghe” in Liguria, o Cortona, uno dei borghi più belli della Toscana, non molto distante dalla incantevole Val D’Orcia.

Oggi puntiamo verso sud, verso la costa ionica della Calabria—la regione “da non perdere quest’anno” secondo il New York Times—dove si trova il settimo borgo più bello d’Italia: Gerace.

A un’altitudine di 470 metri la piccola città sorge su una rupe formata da conglomerati di antichi fossili marini. Proprio alla sua posizione è legato il suo nome: secondo la leggenda esso deriva dal nome greco per indicare il mitico ”sparviero” (Ièrax, Ιέραξ)  che avrebbe guidato il popolo di Locri in un luogo sicuro dalle incursioni saracene. Alla sua posizione è legata anche la sua eccezionale bellezza panoramica.

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La bellezza di Gerace

A Gerace si può vagare quasi senza una meta precisa, lasciandosi prendere da suggestioni momentanee. Chiese e palazzi nobiliari, archi barocchi e antichi portali, piazzette irregolari, stradine, antiche mura e testimonianze di un passato artigianale—come forni a legna per la cottura del pane—formano un agglomerato storico-artistico indivisibile che emerge da ogni angolo.

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Situato fra la costa e l’Aspromonte, il borgo emerge tra i bagliori del mare anche in pieno inverno.

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Oggi il paese conserva 17 chiese. Il numero sembra già piuttosto elevato per un borgo di appena 1900 abitanti, non fosse che in passato ce n’erano addirittura 128. Se il tempo inarrestabile le ha cancellate, non ha potuto eliminare però il senso di una mescolanza di civiltà che emerge molto forte a Gerace.

La storia di Gerace, in breve

Nella storia, Gerace è passata continuamente “di mano in mano” a partire dall’VIII secolo d.C., quando i discendenti dei coloni greci provenienti dalla Locride si insediarono sulla rupe, fino alla dominazione borbonica del XIX secolo. Nel frattempo è stata bizantina, araba dal 986, normanna dal 1059, poi angioina e aragonese.

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La cattedrale di Gerace

La cattedrale di Gerace è una delle opere d’arte più importanti dell’intero Sud Italia. Consacrata (secondo il rito greco) nel 1045, riconsacrata nel 1222 alla presenza di Federico II—il sovrano che fece costruire Castel del Monte in Puglia—è sopravvissuta a cambiamenti stilistici, saccheggi, crolli da terremoto e rifacimenti. Ci si presenta con la caratteristica che più ci affascina nei luoghi antichi: essere manifestazione concreta del tempo che passa.

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Le absidi sono rivolte a oriente secondo la tradizione bizantina. L’interno, in stile primitivo, essenziale, è diviso in tre navate da colonne marmoree provenienti da templi della Magna Grecia.

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Un simile discorso vale per la chiesa gotica di San Francesco. Fuori, un antico portale arabo. Dentro, un altare maggiore barocco e scintillante, ricco di incredibili intarsi marmorei.

I dolci di Gerace

Se la Calabria è uno dei posti da visitare assolutamente nel 2017 secondo il New York Times, lo è anche per ragioni enogastronomiche. Difatti, Gerace è valorosa anche sotto questo aspetto. Vi si producono dei dolci a lavorazione esclusivamente manuale che sono delle autentiche “bombe”: i raffioli, realizzati in pan di Spagna ricoperto di crema, zucchero e chiara d’uovo. Originariamente erano consumati assieme a un altro prodotto tipico del luogo, il cosiddetto “Greco di Gerace” (oggi definito “Greco di Bianco”, un vino DOC famoso in tutto il mondo).

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