C'è un pezzo di autentico Giappone nel cuore delle Marche

C'è un pezzo di autentico Giappone nel cuore delle Marche

Nella cultura del Giappone, l’accostamento dei kanji wabi e sabi dà vita a un particolare “concetto” attorno a cui si è raccolto, nel corso del tempo, un vasto patrimonio estetico e spirituale.

In parole povere, il wabi-sabi è una visione del mondo, che talvolta puoi trovare anche negli haiku. Ha a che fare con l’impermanenza, l’imperfezione e la disponibilità umana ad accettare, il più possibile serenamente, la transitorietà di ogni cosa autentica. Secondo l’artista americano Leonard Koren, il wabi-sabi è un canone di bellezza“Occupa lo stesso posto, nell’ambito dei valori estetici giapponesi, riservato dall’Occidente agli ideali di bellezza e perfezione della Grecia antica”.

Non si tratta di un concetto libresco, ma di un complesso di sensazioni che puoi sperimentare immergendoti in un ambiente autenticamente giapponese. Apprendendo, ad esempio, l’arte dei fiori recisi. O partecipando a una tradizionale cerimonia del tè, guidato da una sensei. Per impossibile che possa sembrare, tutto questo puoi farlo in Italia. Nelle Marche infatti, presso San Ginesio, uno dei Borghi più belli d’Italia, c’è una vera e propria enclave giapponese: il WabiSabiCulture.

Il Giappone in Italia: il WabiSabiCulture

È un pezzo di autentico Giappone trapiantato nell’entroterra marchigiano, ai piedi dei Monti Sibillini. La struttura ha il suo centro in una locanda tradizionale—un ryokan—incastonato in un parco di glicini, aceri, lavanda e peonie. Il parco è attraversato da acciottolati e impreziosito da un laghetto in cui nuotano le multicolori carpe ornamentali “koi”.

Non pensare che si tratti, banalmente, di un resort “in stile”, adatto a un turismo qualsiasi. Il WabiSabiCulture, nato dalla trasformazione di tre casali attuata seguendo i dettami della bio-edilizia, è un progetto ambizioso. Vero e proprio centro culturale, può sconvolgere la percezione dello spazio, farti dimenticare davvero di essere ancora in Italia.

Il centro offre tre alloggi per il pernottamento, ciascuno per due persone. In tutte le stanze del centro, sui pannelli dei tatami, è possibile srotolare i futon, i tradizionali materassi in cotone. Per poi riporli all’occorrenza: nessuna stanza, secondo tradizione giapponese, è destinata a una sola attività.

Le attività del WabisabiCulture

Aldilà del b&b, l’oasi del WabiSabiCulture offre numerose opportunità per chi ama lo stile di vita Zen, o ne è incuriosito. Gli ospiti possono usufruire della WabiSabi Ofuro, tradizionale stanza del bagno caldo in cipresso giapponese (Inoki), realizzata a mano.

Due stanze, una da quattro tatami e mezzo, l’altra più piccola, sono dedicate alla Cerimonia del tè (Sado) secondo la codificazione della scuola Omotesenke. All’interno del WabiSabiCulture c’è anche un tempio buddhista in cui sono organizzate sessioni di meditazione guidata e gratuita.

Nel centro inoltre si organizzano frequentemente laboratori e seminari. Dedicati, oltre che al Sado e alla cucina, all’arte di disporre i fiori recisi (Ikebana), del piegare la carta (Origami) e della calligrafia (Shodo).

I corsi si tengono alla presenza di maestri giapponesi. È la stessa padrona di casa del WabiSabiCulture invece, Serenella Giorgetti, a realizzare a mano le lanterne Tsuki in carta Washi che regalano agli interni del WabiSabi l’atmosfera sospesa e magica che li contraddistingue.

Puoi provare quanto prima le stimolanti proposte del WabiSabiCulture. Il 6 gennaio, nell’ambito della sessione “Inverno Zen”, si svolgerà più di una volta la Cerimonia del tè guidata da una maestra giapponese della disciplina. Informati sulla pagina Facebook del centro.

Immagini: Copertina