Grand Prismatic Spring, la sorgente colorata del parco di Yellowstone

Grand Prismatic Spring, la sorgente colorata del parco di Yellowstone

Con un’estensione di quasi novemila chilometri quadrati, il parco di Yellowstone è una delle attrazioni più importanti di tutti gli Stati Uniti. Si trova nel settore nord-occidentale del Wyoming, e sconfina nel Montana a nord e nell’Idaho a ovest. Il nome Yellowstone, inoltre, deriva da più fattori: innanzitutto dall’omonimo fiume che attraversa il parco, poi dai fenomeni vulcanici che caratterizzano da sempre la zona. Tra i fenomeni più interessanti, ci sono quelli che caratterizzano la sorgente Grand Prismatic Spring.

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Non si tratta di una sorgente qualsiasi, bensì della più grande fonte calda di tutto il parco di Yellowstone. A voler essere più accurati, della terza più grande del mondo—dopo quelle presenti in Nuova Zelanda. Il Grand Prismatic Spring consta, infatti, di un’estensione di ben 370 metri di diametro.

Ciò che risalta maggiormente agli occhi, però, è la colorazione variopinta della sorgente. Si passa dal blu intenso del nucleo che sfuma nell’azzurro, che a sua volta sfuma nel verde; mentre la colorazione dei bordi più esterni passa dal giallo al rosso più tenue. Questo succede nei periodi più caldi, mentre d’inverno i colori esterni e più accesi sfumano anch’essi nel verde.

Grand Prismatic Spring

Si tratta di un tripudio di colori che nella seconda metà dell’Ottocento ispirò l’artista Thomas Moran per la realizzazione delle sue opere, incentrate soprattutto sui paesaggi dello Yellowstone. Furono proprio i suoi dipinti a spingere il Congresso degli Stati Uniti al riconoscimento di Yellowstone come “patrimonio nazionale” nel 1872. Il riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità arriverà, poi, più di un secolo dopo, nel 1978.

Grand Prismatic Spring

Ma da cosa deriva la colorazione variopinta del Grand Prismatic Spring? Dal fatto che, nonostante il pozzo possa raggiungere gli 87 gradi di temperatura, la sorgente è l’habitat naturale di diverse specie di batteri termofili responsabili delle suggestive sfumature—un po’ come succede al lago rosa australiano grazie alle alghe rosse che vivono sul suo fondale.

Tra l’altro, i suddetti batteri—come riporta lo stesso sito dello Yellowstone—sono stati presi più volte in esame dalla NASA per “la ricerca della vita extraterrestre su pianeti apparentemente inospitali”. Perché, in fondo, il Grand Prismatic Spring è tra i dieci paesaggi terrestri che sembrano usciti da un altro pianeta.

Se vuoi visitare o soggiornare nel parco di Yellowstone, ti consigliamo di visitare questa pagina dove troverai tutte le informazioni necessarie.

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